Drammatico - testi pubblicati - P
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| di Benedetto Silvestri | |
| di Eugenia Toschi | |
| di Gianluca Parravicini |
Alcuni testi di drammatico in ordine casuale
Il giorno di Natale
Ricordo bene quel tuo ultimo giorno a casa. Ti stavo spiando sulla soglia della porta, mentre tu, in camera davanti al letto, stavi infilando dentro la valigia gli ultimi maglioni di lana. Ti girasti verso di me. Avevi gli occhi lucidi e lo sguardo a terra, mentre io ti fissavo risentito. Poi, prima di uscire, alzasti lo sguardo e mi sorridesti, dicendomi piano: -Un giorno capirai. Da allora tra noi solo incomprensioni e discussioni. Per diversi mesi non ho nemmeno voluto parlarti. So che...LANDUCA
Landuca nacque in un cascinale della bassa pianura modenese, tra le urla della madre e le mani secche della levatrice. Un ragno raggiunse nell’angolo alto della finestra una mosca abbozzolata. L’accarezzava con le lunghe dita. Landuca piangeva. Strano per un neonato piangere in silenzio. La levatrice si passò il fazzoletto sul naso paonazzo e lo gettò nella sporta insieme al camice appallottolato. –Signora, si riguardi e per quanto riesce lo allatti lei il piccolo. La madre di...Nostalgie,piccola Joan
Rumore di passi pesanti sulla vecchia scala di granito. Intenta com’eri a vestire la tua bambola di pezza ti fermi ad ascoltare quella camminata familiare. Sorridi alzandoti sulle gambette corte e trepidante nel tuo abitino a fiori corri veloce davanti alla vecchia porta di legno. I passi diventano sempre piu’ vicini, la voce che tanto ami rieccheggia greve nell’andito salutando con fredda educazione coloro che condividono con voi questo palazzo,...Chi o cosa, sono io?
Chi o cosa, sono io ? Proverò tra breve, a rendervi partecipi di una storia, vista con gli occhi di chi è all’interno di un essere del nostro tempo e che, stanco della propria vita, si pone una domanda molto inquietante. Ci siamo conosciuti molti anni fa, scoprimmo molto presto di avere poco in comune, eppure nessuno di noi, poteva e può fare a meno dell’altro, in nessun modo. Costretti a coesistere nello stesso corpo e nella stessa mente, da cui ha avuto origine, lo stesso...SOLI
E’ capitato a molti di nascere su questa terra in questi 2000 anni , quasi tutti allo stesso modo, quasi tutti per lo stesso motivo, quasi tutti con amore. E quasi tutti sono stati amati, hanno amato, hanno riso, hanno pianto, hanno scherzato e litigato e quasi tutti sono cresciuti. Quasi tutti hanno avuto amici, donne, mamme, nonne e zie; eppure ci sarà qualcuno che vi dirà che quasi tutti, in fondo sono stati soli, accompagnati nel loro percorso da un unico grande...Il gatto
Finalmente la casa era sua. Aprì il cancello, percorse i pochi metri che lo separavano dalla porta d’ingresso, ed entrò. “Ah, che bello!” si ritrovò a pensare. Guardò il giardino, era tutto da sistemare. Aveva già in mente come dissodare, e poi seminare. Le erbacce avevano ucciso l’erba, e anche se il vecchio proprietario le aveva tagliate, il senso di disordine, che permeava quel pezzo di terra, lo irritava. Sembrava rispecchiare la...Piccolo racconto di velluto
Sarò rimasto almeno 10 minuti a fissare quella vetrina e tutto per quella giacca di velluto rosso. Un incanto, era di un velluto a righe molto strette che sulle spalle cadevano ondulate tanto da sembrare dune del deserto, un deserto rosso di sabbia vellutata. Le tasche erano ancora cucite e avevano un piccolo risvolto che ne salvaguardava l’integrità fisica e morale, a guardia delle 3 candide e innocenti asole, 3 minacciosi bottoni grigio scuro. Dal taschino fuoriusciva...RINASCITE
In mezzo alla notte tra speranze e incertezza con sogni reali e progetti falsi, ti svegli per una seconda volta e per una seconda volta non sai chi sei. Tra circostanze passate e fotografie sbiadite cerchi di orizzontarti in posti dove non vorresti essere, tra gente distratta e parole insignificanti. Ad un tratto non riconosci più vivi o morti, non li distingui che dalla presenza e ti accorgi che non ti mancano ne gli uni, ne gli altri; non chiedere aiuto è semplice, abituarsi...LA SOLITUDINE
Era una donna molto ricca e molto bella. Amava guardare le persone, dalla finestra della sua villa veneta, in un piccolo comune della campagna trevigiana. Gli arredi della villa erano sontuosi., con gli armadi stile settecento veneziano, e gli specchi dorati. Si specchiava, ogni tanto, ma l’immagine che vedeva non la soddisfaceva mai. Le rughe, gli occhi piccoli, la bocca non più carnosa, le facevano percepire il tempo che passava, inclemente. La natura intorno a sé era...IL TUO NON RITORNO
Da bianche ali Trasportati contro il tempo Contro tutto... Nessun Sorriso Solo polvere negli occhi E lame nel cuore Quanta rabbia tra queste dita Quanta solitudine Le lacrime non riempiono questo vuoto Le lacrime non dissetano Che importa il colore degli occhi o della pelle Che tu sia bianco, nero o giallo Le bombe non fanno differenze Quanto tempo ancora Quanto sale su queste labbra Accendo un? altra sigaretta Che sembra calmare le mani Che tremano e graffiano il mio...
