Il mio 11 settembre - di ScaryBooks
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/09/2008 alle ore 20:41:07
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11 settembre 2001.
Quando le Torri Gemelle cadevano a seguito degli attacchi suicidi-omocidi io non ero a casa.
Quello era il periodo in cui io facevo il volontario ed assistevo, in maniera particolare, un ragazzo di due anni più giovane di me affetto da distrofia muscolare di nome Claudio.
Quel pomeriggio in particolare io l’ho accompagnato presso la sede dell’A.I.A.S. di Sondrio, un’associazione che si occupa di assistenza a ragazzi disabili.
Claudio, come anche altri ragazzi che presso l’A.I.A.S. frequentava dei corsi, nel suo caso quello di computer, aveva una copia delle chiavi e, di tanto in tanto, vi si recava per controllare la propria posta elettronica e per navigare un po’ in Internet.
Da qualche tempo a quella parte io ero il suo "accompagnatore ufficiale", per così dire.
Quel giorno ci fermammo in associazione fin verso le cinque del pomeriggio e solo quando riaccompagnai a casa sua Claudio sua madre ci informò della tragedia che si era verificata.
Lei, la madre di Claudio cioè, era preoccupata anche per un motivo di carattere personale.
L’altro suo figlio maschio si trovava in Brasile e avrebbe dovuto tornare in patria in quei giorni e lei era preoccupata che, a seguito degli attentati, tutti i voli che avrebbero dovuto sorvolare lo spazio aereo americano fossero deviati se non addirittura bloccati fino a data imprecisata.
In seguito, una volta tornato a casa, ho potuto rendermi conto con i miei occhi della drammaticità di quanto accaduto ed ho saputo anche dell’aereo che si era schiantato sul Pentagono e di quello che i coraggiosi passeggeri aveva mandato a schiantarsi in un prato evitando un’altra possibile strage; una strage di dimensioni ben più gravi intendo.
