La sindrome del foglio bianco .: di .: Massimo Vaj© Testo pubblicato dall'autore in data 09/02/2010 alle ore 15:54:57Scrivi un commento .: Commenti
Prefazione: testo precedente « La guerra e la pace .::. testo successivo » Damon Gallagher in “Il Signor G.” Il mondo all’esterno di quella casa era ormai allo sbando, e si potevano contare i mesi mancanti all’Apocalisse come se fossero stati gli ultimi sgocciolii di una medicina, inutilmente somministrata a un moribondo che aveva l’aria di essere ancora affamato a causa della bava che gli ribolliva ai lati della bocca. All’interno dell’abitazione le cose non andavano meglio, nonostante gli sforzi di tutti fossero dedicati a mantenere un relativo ordine, almeno nel togliere la polvere la quale lottava per riprendersi l’avamposto che avrebbe agevolato il ritorno allo stato naturale di animali quali erano i maledetti umani che quel posto infettavano. L’unica persona equilibrata in quella famiglia di spostati era la nonna, la quale doveva la sua serenitą alla consapevolezza di dover morire presto, anche se il modo in cui l’avrebbe fatto l’angustiava non poco. Per quest’incertezza urlava di continuo addosso ai due suoi nipoti, che si erano presi la briga di velocizzarle la dipartita da questa valle di lacrime. Restavano gli altri due, mai insieme nello stesso locale, indaffarati l’una a mantenere stabili le minime condizioni di vita col cucinare scatolette scadute e l’altro, il marito scrittore, chinato su una scrivania untuosa nel disperato tentativo di impostare una storia intelligente attorno agli sfuggevoli affanni dell’esistenza umana, ma soffriva della sindrome del "foglio bianco" e non gli veniva in mente nulla. Commenti ▲Scrivi un commento ▲ |
