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dasvidania padania .: di .: Massimo Vaj

© Testo pubblicato dall'autore in data 11/02/2010 alle ore 13:28:04

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Prefazione:
Io vivo in mezzo ai "padani" e sono davvero una "grana"...


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Guardava ancora il mondo con occhi da grana padano, ma ormai la grana non c’era più, era rimasto solo il padano. Mentre i suoi occhi, senza più il marchio DOC stampato dietro guardavano il mare fuori dall’oblò, la sua mente ricordava i tempi felici che parevano un antico sogno mai avveratosi: le bandiere verdi che garrivano come le piume dei polli al vento nei cortili piastrellati di guano, i genitali esposti a tenere su l’uccello duro che, sentinella del diritto, vigilava sui soprusi che gli stranieri tramavano alle spalle della vecchietta Italia e dei suoi pensionati celebri. Non era casuale che, oltre all’uccello, anche Maroni vegliasse sulle proprietà nazionali, con determinazione e rigore ascetico. Peccato averne avuto uno solo, ma si sa che il mondo gira, e questa volta era girato male. Quei cazzo di cinesini tutti uguali e comunisti, camuffati da comuni capitalisti, ci avevano copiato la tecnologia delle vacche che ascoltano Bach e fanno il latte così di alta qualità che la diossina dentro manco si sentiva. Adesso il latte lo fanno loro e la diossina si sente, eccome se si sente, e insieme a quello fanno anche i computer e i razzi e pagano i loro operai più di quello che i nostri disoccupati abbiano la forza di sognarsi possibile. Ora quegli operai, formichine senza personalità e senza uccello duro, hanno messo sotto pure i maroni e ci infinocchiano alla grande. Ci stanno facendo cagare sotto di paura e ci vendono pure i loro pannoloni sintetici, troppo stretti per i nostri uccelloni duri.

In mezzo a questi pensieri che scansionavano l’ingiustizia cosmica, il padano scorreva le fragili onde del destino amaro che lo avevano spinto su quel bastimento "made in cina", contemplando le sbarre in titanio che lo dividevano dagli altri disgraziati, come lui, che andavano a cercar lavoro all’estero per guadagnarsi un tozzo di pane rancido. Non gli restava altro che sperare nel Paradiso il quale, ne era certo, sarebbe senz’altro stato federalista e, avrebbe desiderato, anche un po’ razzista.

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