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Il linguaggio politico e le sue conseguenze .: di .: Ruben Aronti

© Testo pubblicato dall'autore in data 15/12/2009 alle ore 16:31:52

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Prefazione:
Il linguaggio usato dai politici, oltre che rappresentare loro, rappresenta noi, sovente nostro malgrado. Quanto e come questo influenza la collettività e le sue azioni? Molto, e pur-troppo...


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Ciò che è accaduto domenica 13 dicembre a Milano al presidente del consiglio, è triste, immensamente triste.
Quando ho visto le immagini in televisione, ed il viso insanguinato del premier, non ho visto l'uomo politico, ma semplicemente un uomo, che potrebbe essere mio padre, con la faccia spaccata.

La violenza, e gli atti di violenza come questo, sono sempre e comunque deprecabili, da condannare e da evitare, chi ha buon senso lo sa.

Negli ultimi anni in Italia, non si fa che parlare del presidente del consiglio, di Silvio Berlusconi, del suo mai risolto conflitto di interessi, da quando ha deciso di fare politica, la politica italiana è cambiata, a detta dei suoi estimatori, in meglio, ed ovviamente in peggio secondo i suoi detrattori.

Ma la questione non è tra estimatori e detrattori, riguarda l'intero paese, perchè è questo che sta andando nel verso sbagliato:

per (sotto) cultura, per comportamento, per impunità dei reati (vedi Tanzi), per un malcostume ed un abietto comportamento da furbi (ormai legalizzato) che continua a padroneggiare indisturbato, una corruzione diffusa mai terminata che supporta il pessimo stile ormai regola.
Non dimenticando quanto deprecabile sia un episodio inaccettabile come quello di domenica, non possiamo communque cancellare tutto ciò che è stato fino ad ora.
Il modo in cui la politica è cambiata, sinceramente non mi piace per niente.
Pur continuando a trovare deprecabile il gesto di domenica 13 dicembre 2009 nei confronti del presidente del consiglio, continuo a non vedere di buon occhio il suo modo di fare politica.
Con tutta la sincera tristezza che ho provato quando ho visto le immagini in televisione di Silvio Berlusconi con la faccia ferita da un'aggressione stupida, inutile, becera, continuo a non essere per niente contento di essere rappresentato, come cittadino, dall'attuale presidente del consiglio.

Un presidente del consiglio che spesso si comporta come il capitano di una squadra di calcio, capace (questo sì) di caricare come molle i suoi collaboratori ed elettori (come tifosi della curva), un presidente del consiglio che anche in terra straniera si dice, davanti agli occhi del mondo che ci guarda un po' sorpreso, di essere perseguitato dai giudici e dalla magistratura, da quella parte di giudici e di magistratura, a suo dire, coalizzati con le forze oscure di un'inquietante sinistra.

A parte il fatto che la sinistra oggi ha i suoi grossi problemi e non è in grado di fare opposizione, degna di tale nome, nemmeno ad un'assemblea di classe delle scuole elementari, ma essere di sinistra, o giudici (quei giudici), o magistrati (quei magistrati) oggi in Italia, potrebbe essere interpetato come rappresentare la feccia della società.
Perchè il linguaggio del presidente del consiglio è arrivato a questo.
Come quello di molti suoi alleati, troppo alleati a tal punto da idolatrarlo e non sopportare più nemmeno la satira nei suoi confronti.
Usando il suo linguaggio, un presidente del conssiglio, un Silvio Berlusconi, super, un duro, con le palle.

L'unico ad esserne in possesso, a quanto pare.

Quando il linguaggio di un politico, nella fattispecie il presidente del consiglio, tende ad essere border line, chi border line lo è davvero (come l'aggressore di domenica scorsa in Piazza del Duomo a Milano), lo prende alla lettera.

A quanto pare il soggetto incriminato è psicolabile, in cura già da tempo, ma lungi da me il giustificare il suo gesto, giustificare lui, o chi dovrebbe (forse i medici che lo curano?) averne responsabilità etica e morale.

Questo linguaggio signor presidente Silvio Berlusconi, non è degno di un presidente del consiglio, non è consono ad un politico, a qualunque schieramento ideologico esso appartenga.
Ed i politici, che sono sempre schifosamente, maledettamente, di parte, sbagliano e quel che peggio perseverano nell'errore.

Primo, perchè governare, in democrazia, significa tutelare gli interessi e rispettare anche le minoranze, anche chi non ha votato per la maggioranza.
Non è una partita di calcio, con tutto il rispetto si tratta di argomento molto più serio e delicato.

Secondo, perchè idolatrare, amare incondizionatamente un premier, giustificare tutto ciò che fa e che dice sempre e comunque, carissimi rappresentanti della maggioranza e più stretti e fedeli collaboratori, fa vomitare, se non ve ne siete accorti.
Nessuno vi obbliga o sostenere incondizionatamente con subdolo e preoccupante cameratismo, tutte le boutades del vostro presidente, il vostro leader, il vostro guru.
Sostenendo, supportarndo, accettando, il suo linguaggio politico, non si arriva a niente di buono, e da cittadino leale quale mi ritengo, scene come quelle di domenica scorsa non ne vorrei più vedere.

Il presidente del consiglio, durante i suoi cominizi/monologhi, altro non fa che portare acqua al proprio mulino, e chi dei suoi adepti lo ascolta tende a credergli senza obiettare, non dubitando nemmeno che forse, nemmeno il presidente stesso, crede a fondo in ciò che dice.
Andate a riascoltare, o se preferite rileggere (lo preferisco, meno imbarazzante) il verbale della conversazione telefonica tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi a proposito di... (a proposito di che?!)

Proprio lo stesso presidente del consiglio confida (si fa per dire) a Saccà, giudica imbarazzante l'affetto che molte persone mostrano nei suoi confronti.
Allora lo sa, non sono l'unico a pensarlo, che è imbarazzante, che è un tifo da stadio, un'ovazione, un plebiscito: tutte cose di cui un politico mai dovrebbe godere.
Solo i totalitari godono di tali privilegi.
Ed anche in questo periodo storico, di molte cose abbiamo bisogno in Italia ma non di un padre/padrone.
Un politico che può (allora sì) godere di elettorato e collaboratori degni di tale nome, deve aspettarsi reazioni obiettive, razionali, anche favorevoli è ovvio: ma mai oltre misura, mai oltre un sano ed indispensabile distacco di cui un politico deve essere dotato, altrimenti cambi mestiere.
Ascoltare i commenti dei suoi stretti collaboratori in questi giorni, con frasi (boutades...) del tipo:
...è un leone in gabbia, non si riesce a trattenerlo, tornerà a dare zampate... e via di questo passo.
Per cortesia: non ci rompete i coglioni.
Un adulatore (non voglio usare una brutta parola) già non lo sopporto, ma quando l'adulatore è un politico, decisamente lo sopporto ancor meno, è nauseante.
E da un politico che occupa un posto di rilievo nazionale nell'interessere di tutti i cittadini esigo di più: se vuole edulcorare chicchessia lo faccia in privato, prego.
Niente e nessuno vieta che i suoi collaboratori lo possano amare se desiderano, ma certe esternazioni adulatorie abbiano il buongusto di farle direttamente ed esclusiamente al presidente del consiglio, non davanti ai cittadini, non è bello vedere politici recitare parti di second'ordine, per non dire di peggio.

Tornate alla politica, grazie.

Rispettabili (giudicate da voi quanto) politici, di maggioranza e opposizione:

tornate ad occuparvi realmente, concretamente, dei problemi reali, quelli nostri per capirci, voi ne avete molti meno, quelli degli operai che perdono posti come pere mature che cascano dall'albero.
Risollevate questo Paese dal pantano culturale, giuridico, politico, in cui si trova.
Siate i primi a dare esempio (magari quello buono, a vostra discrezione), perchè è vostro dovere, non lo fate per farci un favore, favori ce ne fate davvero pochi.
E non dimenticate che in quanto politici, specie se al potere, la contestazione è sempre esistita e sempre eisterà.
Se un presidente del consiglio, una delle più alte cariche dello stato, durante un comizio scende al livello di (anche) volgari contestatori, dove andiamo a finire?!
Contestare è comunque un diritto, comportarsi a modo per un politico, specie nelle occasioni difficili, è un obbligo.
Mettersi a controbattere ogni parola creando un clima da pollaio dove galline si azzuffano, non è il caso, davvero.
Creare leggi ad personam, e provare quanto più possibile alla loro legiferazione, non è il caso.
Quando siete presenti in sedi estere come rappresentanti del vostro paese, che è anche il nostro ve lo ricordo, non arrabattateci per rivalutare a tutti i costi il concetto di figure di merda.

I giornalisti camerieri, lasciateli dove sono, non ve ne servite, non li utilizzate, anche se costano poco.
Fanno danno e basta, inquinano ideologicamente un paese già culturamente troppo povero per reagire, per evolversi, per progredire, non possono portare beneficio alcuno allo stagno Italia.

Ci siamo capiti, vero?

Più dignità, prego.

Io, intanto, provo a riascoltare Inneres auge di Franco Battiato, con la vana speranza che poi possa sentirmi meglio.

Tanto lo so che non cambierà nulla, o quasi, e allora che facciamo, come andiamo a finire (voi compresi)?

Commenti


Commento di .: Mauro :. inserito il 16/12/2009 17:52:12

proprio ieri sera a ballarò gli esponenti del centrodestra come solito dicevano che la colpa di tutto ciò è sempre della sinistra, per la campagna d'odio e la vioenza verbale.
era presente anche il ministro castelli, la cui 'lega' ha fatto del linguaggio arrogante e volgare e ancor più (quindi violenza verbale) il proprio cavallo di battaglia costruendosi come partito.
era umberto bossi quello che diceva qualche anno fa:
con il tricolore mi ci pulisco il culo,
berlusconi è un mafioso,
nelle reti mediaset è probabile una nuova formazione del partito fascista.

ora, il centro destra (figli e nipoti dei fascisti compresi), vuole insegnare come comunicare.

detto ciò e tenendo le mie idee, mi auspico sinceramente che il presidente del consiglio si possa rimettere al meglio nel più breve tempo possibile, e che gesti simili non abbiano più a ripetersi.
ed anche antonio di pietro, che stimo, credo farebbe bene ad abbassare i toni per non cadere nel tranello 'della violenza verbale'.


Commento di .: Carol :. inserito il 09/01/2010 16:29:36

concordo...


Commento di .: Massimo :. inserito il 10/01/2010 15:06:59

Ciò che maggiormente mi rattrista è l'incapacità della sinistra, o meglio di ciò che ne è rimasto, di fare opposzione degna di tale nome (concordo con Ruben), opposizione finalizzata ad offrire un'alternativa concreta di governo, non opposizione tanto per far vedere che ci sono anche loro.
Non paghi di avere fatto scomparire il loro stesso partito, si stressano con le primarie del PD.
Ma riuscissero a pigliare voti...
Un paese senza opposizione porta davvero a conseguenze drammatiche.

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