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Il potere dei mezzi di comunicazione .: di .: William Star

© Testo pubblicato dall'autore in data 20/12/2009 alle ore 21:05:32

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Prefazione:
Il potere che hanno assunto, o che sempre hanno avuto da che esistono, i mezzi di comunicazione (inquinati dalla politica) ed in particolar modo la televisione, contribuiscono a mantenere involuta la collettività.


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Tra i mezzi di comunicazione, il potere che ha assunto la televisione è diventato deleterio e controproducente per chi lo subisce, che sfortunatamente non se rende conto appieno.
I mezzi di comunicazione, o meglio, attraverso il loro utilizzo, si arriva alla mente, ed alla coscienza delle persone, della collettività, di tutti coloro che non possono, nemmeno volendo, non entrare in contatto con tali mezzi in una società cosìdetta civilizzata, industrializzata, democratica.

In quanto strumenti molto potenti ed efficaci per condizionare il modo di pensare, di vivere, di essere delle persone, sono allettanti per coloro che detengono il potere, economico e politico, o entrambi.
E' innegabile che la televisione, che rispetto alla carta stampata, la radio, internet, gode di una vera e propria oligarchia per come è radicata nella mente delle persone, è lo strumento di comunicazione, sarebbe meglio dire di condizionamento, più efficace e potente, quello in grado di ottenere i risultati più ampi in termini di consenso popolare.

In una democrazia, esisterà sempre uno sparuto numero di persone (rispetto alla pluralità maggiormente condizionata, controllata e controllabile) capace di avere una mente più libera, più attiva, perchè tendono a pensare secondo quelle che sono le conoscenza individuali, il proprio sapere, che non può mai raggiungere un traguardo fino a che una persona è in grado di esistere: infatti smettere di apprendere, di conoscere, di pensare, significa finire diritti nelle maglie di chi ha interesse a governare le masse, la pluralità delle persone, di chi ambisce ad detenere, e detiene, il potere sulla collettività.

Potere che poi viene esercitato, principalmente attraverso la politica e l'economìa: avendo il controllo politico ed economico (quindi sociale) sulla collettività sequivale a pilotare letteralmente un paese secondo le esigenze (interessi personali ed oligarchici) di chi pilota.
Si potrebbe azzardare ad affermare che la democrazia, per come viene pilotata ed impostata, sia una sorta di totalitarismo evoluto: evoluto in quanto non ha più la necessità di usare la violenza, l'oppressione (anche fisica) sulle masse: masse che risultano invece ben controllabili, facilmente pilotabili, in quanto condizionate (in un lasso di tempo antecedente l'avvenuto controllo) dagli strumenti di comunicazione, televisione in primis.

Totalitarismo evoluto in quanto sfrutta i mezzi di comunicazione ottenendo risultati interessanti: chi infatti è pienamente condizionato, quindi controllato e controllabile, si ritiene una persona libera.
Libera in quanto nessuno la obbliga in modo diretto a compiere un'azione o sviluppare un pensiero, un concetto (in quanto chi detiene il controllo provvede anche a pensare per la persona stessa), ma inevitabilmente ciò che pensa, sviluppa elabora, rientra in un range ben definito e previsto da chi ha esercitato dapprima il condizionamento e poi ne detiene il controllo, privandolo quindi di un'autentica (non potrebbe essere diversa) autonomìa.

Vi sarà certo capitato, anche se non ne siete appassionati, di vedere anche per pochi minuti un qualunque reality show (inequivocabile e tangibile emblema di decadenza sociale), dove delle inutili e futili masturbazioni cerebrali, mescolate ad una cascata di imbarazzanti banalità, risultano essere la struttura portante del vuoto (*).

* Vuoto: il reality show, programma privo di senso logico od artistico.

Lo stile da reality (**) ha sconfinato ben presto dalla più futile ed inutile televisione alla politica, all'economìa.

** Lo stile da reality: l'equivalente (per chi vi partecipa) di centrare il sei al superenalotto giocando due colonne da sei numeri.

Chi partecipa ad un reality, od è disposto a parteciparvi, nella maggioranza dei casi è persona convinta che la popolarità, il successo, la (vana)gloria siano ottenibili anche non sapendo fare nulla di particolare, anzi, pensando magari che la propria mediocrità possa essere considerata come talento.
Ovvero: se va, funziona.

Chi ha saputo infondere questo banale e deleterio (ma non irrimediabile) inquinamento ideologico, ha ottenuto ciò che voleva, spesso ricordando alle masse ormai socialmente condizionate: anch'io ho cominciato così!!!.

Chi si presta all'utilizzo di un mezzo di comunicazione distorto (capace di influenzare negativamente le masse per un proprio interesse o comunque a vantaggio di pochi) risulta così ben pagato che alal fine non può che donare incondizionata fedeltà al suo principale, è umanamente comprensibile.
Tutto questo crea inesorabilmente un meccanismo difficile da fermare, in quanto l'alternativa è offrire cultura, sapere e capacità di pensiero sufficienti a compiere azioni proprie, non condizionate, ma bensì soggettive, decisioni a cui si arriva dopo avere ponderato quanto ponderabile.

Commenti


Commento di .: Mark :. inserito il 24/01/2010 16:19:52

L'approfondimento del vuoto: programmi che analizzano un reality show e chi vi partecipa.

Non solo: dal momento che quando il meglio non esiste si è obbligati ad optare per il meno peggio, paradossalmente ed obbligatoriamente mi auguro che tutta questa immondizia sia costruita.

Sarebbe inequivocabile e innegabile la prostituzione mediatica di chi si presta a produrre immondizia da tv, ma se non altro, lo farebbero esclusivamente per denaro.
Non è un pregio, lo so.
Ma se così non fosse, la prostituzione mediatica si verificherebbe comunque, e la triste miseria intellettuale di chi si presta a costruire tali artefatti non avrebbe giustificazione alcuna, e sarebbe ancora peggio della prima ipotesi.

E putroppo credo che possa essere vero e non costruito tale scempio, altrimenti non ci si potrebbe spiegare in modo razionale perchè certe assurdità riscuotono successo di pubblico.
Questo indica che il pubblico è di bocca buona, disposto ad ingoiare l'immondizia che gli viene propinata.

Immaginate allora di avere (così come in realtà è per qualcuno) questo esercito di ectoplasmi a disposizione, perchè così è.

Quando ti servono una milionata di voti per una tal operazione politica, dove li vai a prendere?
Dall'immenso bacino di amebe che hai a disposizione.

Ti servono 500.000, 600.000 persone per giustificare lo share di un programma fetente?
Eccole, basta chiedere.

Entra quindi in gioco chi detiene questo potere, cioè chi può avere a propria disposizione questo esercito di decerebrati da pilotare come e meglio crede per ottenere i propri scopi.

Poco tempo fa ho visto a “mai dire grande fratello” qualche personaggio che desiderava partecipare al programma, e visto lo spessore loro e di queli realmente selezionati, in futuro otterranno la partecipazione.
Persone di un'ignoranza sinceramente imbarazzante, che suscita tenerezza: non so se queste persone non hanno avuto la possibilità di studiare ed apprendere, ma non è questo il punto.
La cultura personale può sempre essere arricchita, anche (anzi soprattutto) se scarsa.
Diventa triste quando manca la volontà di apprendere, di imparare, quando non si aspira ad altro che arrivare al grado di luogotenenti dell'esercito di decerebrati, da semplici ectoplasmi buoni per il voto, o per fare presenza, meglio dire numero.

Tante persone giovani dotate di un'ignoranza mostruosa.
E quel che è peggio è che, ne sono certo, non è solo colpa loro.
Sono stati volutamente mantenuti in tale ignoranza, così da poter essere facilmente arruolati nell'esercito di amebe, al servizio del potere (mediatico, politico, economico) che li usa come e quando ne ha bisogno.

Sì, una nuova dittatura in fondo, un efficace controllo delle masse così raffinato che chi ordina riesce persino a farsi amare dagli esecutori cui ha impartito ordini.

Ordini che servono per vincere le elezioni invece che per far raggiungere uno share che possa giustificare le milionate di euro spesi in pubblicità dagli sponsor di un fetente programma televisivo.

Una discreata valanga di merda dove tutti si sporcano.

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