Les suicides ii ( ma forse no ) .: di .: Aether Tellus© Testo pubblicato dall'autore in data 29/10/2006 alle ore 19:05:54Scrivi un commento .: Commenti
-Fanny, Fanny, Fanny, - ripete senza sosta -Fanny, non mi lasciare Fanny- ripete ancora -Fanny, ricominciamo! Dimentichiamo tutto! E’ stata colpa mia, perdonami, Fanny- Non sa dire nient’altro e cento e cento volte ripete senza sosta. Le membra massacrate tra i rottami dell’auto, il volto sanguinante, la giacca impolverata, e la cravatta avvolta come una serpe intorno al collo reclinato sembra sibili ancora quel nome, sempre uguale -Fanny, Fanny, Fanny- Non pensa più nulla spalanca la bocca richiude, riapre articola un suono sempre uguale, sempre. E’ pesante il respiro come un mattone, come il bagaglio dei ricordi come la nebbia greve. Un soffio fra le rocce un urlo disumano che trapana il cervello si smorza, vola basso nell’aria che galleggia si spegne con un nome: -Fanny- In quell’istante scivola nel burrone del sogno, salta in aria la donna che si chiama Fanny, gli occhi sbarrati dall’orrore dell’urlo. E’ un attimo, è passato. Si distende di nuovo si rilassa tremante accanto al nuovo amante. A pochi chilometri ha chiuso le palpebre il medico, nel pugno dell’uomo un garofano per Fanny. Commenti ▲Scrivi un commento ▲ |
