Occhi di mare .: di .: Massimo Vaj© Testo pubblicato dall'autore in data 12/02/2010 alle ore 19:04:00Scrivi un commento .: Commenti
Lei era bellissima e mostrava, senza volerlo, il risultato dell’armonia celeste nei suoi momenti di distrazione. Mai lui pensò, anche solo per un desiderio assurdo, di poterla guardare così da vicino, eppure lei ora affondava due magnifici occhi di mare nei suoi, stupiti e felici. Lo sfiorarsi delle loro mani non aveva sollevato polvere sul mondo; mani che non si erano chieste il nome da dare a quella tacita promessa. Una delicatezza d’intenti che non si sarebbe accontentata di eccitarsi, ma avrebbe potuto amare solo i valori che due nature, lontane tra loro, avrebbero condiviso. Venne per loro anche il momento di decidere cosa essere per un figlio. Cosa avrebbe potuto volere di diverso la capacità di riconoscere il modo nel quale il principio d’amore, che abbracciava il mondo, agiva coi suoi tanti figli ? Si dissero che non sarebbero mai stati suoi padroni, che avrebbero dovuto solo aiutarlo a crescere senza insegnare nulla che il suo sguardo non avesse prima cercato, che non gli avrebbero mai risparmiato il soffrire che insegna a comprendere l’altro da sé. Un figlio nacque e, ai loro occhi, era brutto stronzo e cattivo e li guardava sfidando quel loro giuramento, che non riuscì a essere mantenuto. Ora, che il tempo ha preteso i suoi crediti e loro sono vecchi, sulle loro coscienze grava il non aver saputo dare ciò che avrebbero desiderato avere, e il loro doloroso rimpianto sta nel sapere che è impossibile dimenticare una promessa fatta. Quel figlio, col tempo, era diventato bello e puro mostrando, senza volerlo, il risultato del Mistero che domina il mondo, nei suoi momenti di concentrazione, e mai avrebbe immaginato di poter essere guardato con amore da occhi di mare che gli ricordavano quelli di sua madre e che ora annegavano nuove speranze nei suoi, colmi di stupore. Quegli occhi si sarebbero giurati di non commettere errori come quelli subiti per opera dei loro genitori nel loro costretto passato, e che avrebbero amato senza restrizioni il loro figlio il quale, davanti alla loro incredulità, fu brutto stronzo e cattivo. Commenti ▲Scrivi un commento ▲ |
