Calci al vuoto .: di .: Massimo Vaj© Testo pubblicato dall'autore in data 04/03/2010 alle ore 14:23:33Scrivi un commento .: Commenti (2)
Prefazione: testo precedente « ANIMA FRAGILE .::. testo successivo » La verità sulla Verità Sono tre giorni, ormai, che ho chiuso con la mia vita, ma non mi lamento di essermi impiccato, anche se in quei minuti che mi hanno visto dar calci al vuoto ho creduto di aver fatto un errore. Io sono stato tra le file di coloro che ringraziavano l’esistenza, obbligati dal loro carattere a masticare amaro, sorridendo come se si fosse trattato di un dolce. Non è stato difficile accorgersi della crudeltà dell’esistere, sapendo di consumarsi nella paura di perdere gli affetti, di essere traditi e di tradire, di non voler pesare la sofferenza delle anime attorno, simili a un cielo sotterrato nel buio. Che importanza può avere il non essersi voluti consumare fino all’ultimo fiato, di essersi sottratti al vento delle emozioni prima che le sue raffiche indurissero il cuore ? Non ho nemmeno potuto consolarmi abbracciando il mondo dall’alto, mentre piangeva la colpa di avermi lasciato andare senza accorgersi della fatica che trascinavo nei passi, perché un velo, ispessito dalla commiserazione, mi ha confuso le immagini. Percepivo, però, l’emozione di persone che mi inseguivano per disfarsi dei loro sensi di colpa. Solo ai funerali si coglie la solitudine che stringe alla gola gli individui di una comunità, gli stessi che sventolano bandiere di cui non conoscono il senso dei colori. Non è singolare che le persone cerchino calore umano attraverso le bugie ? Io non ne racconterò più, aspettando che arrivi la verità a dirmi dove ho sbagliato. Sono tre giorni che aspetto, nel timore che la verità sia già qui con me, in attesa che io capisca ciò che non può essere detto. Commenti ▲Commento di .: Roberto :. inserito il 04/03/2010 15:11:13 È straziante, anche ciò che scrivi nella prefazione. Personalmente ritieni che la solitudine (già presente) in una persona possa essere amplificata dal luogo? Commento di .: Massimo Vaj :. inserito il 04/03/2010 15:46:01 Non potrei dirlo e non do molto credito alle statistiche. Certo su queste montagne sono parecchi quelli che scelgono di buttarsi dal ponte del saltone, o annegarsi nel lago oppure attaccarsi al trave, e mazzi di fiori punteggiano troppi posti che, altrimenti, non sarebbero così lugubri. Quello che mi colpisce è che, spesso, sono le persone molto cordiali e ben disposte verso gli altri che scelgono questo modo di andarsene dal mondo, e ben pochi mancano al loro funerale. Io, che di norma scrivo di getto e molto rapidamente, ho impiegato due ore a scrivere queste poche righe. Scrivi un commento ▲ |
