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Alcuni testi in ordine casuale

Panna e Fragola

Un brivido caldo, il tuo profumo si mischia al mio. Una scossa alla schiena, un lampo! Energia pura e vitale sta scorrendo nelle nostre vene, scaldando i nostri corpi avvinghiati e mai sazi. Ti voglio, ti volevo, forse ti ho sempre cercato. Ora sei qui. Stai riposando accanto a me, le mie mani ti cercano per regalarti una carezza. Dolce, maschio amore mio, riposa! Veglierò come una tigre sul tuo sonno e tu veglierai sul mio come un angelo.

La leonessa

LA LEONESSA La leonessa aveva n’aria stanca e affaticata pe la vita grama che aveva sempre trascinata. Se lamentava co ‘na scimmia su’ serva fidata e co’ sincerità de le pene l’aveva ragguagliata: “So stanca ogni giorno sempre a cacciare pe preparare ar Sire er su’ ricco desinare. Lui se ne stà tranquillo e accovacciato e aspetta er piatto pronto e prelibato. Credimi cara mia chesta nun è vita la sera me stravacco tutta...

Il contadino Ernest

Mungeva le mucche. Rimuoveva il fieno. Segava l’albero. Spaccava la legna. Tosava la lana. Potava la vite. Cucinava l’arrosto. Lavorava dalla mattina alla sera. Viveva con tre mucche, dieci galline, quattro pecore, un cane, due gatti. Ernest però si sentiva solo. Si guardò intorno. La fattoria aveva un gran bell’aspetto. I fiori e le piante incominciavano a fiorire. Ernest se ne rattristò: – non è giusto! – Gli mancava una donna. Stava buttando via...

Anche la morte può avere un sorriso

Volto felice il tuo prima di morire guardavi me che piangendo speravo non lasciare che ti portino via non lasciare che mi lascino sola ridendo tu in un filo di voce lasciasti la vita per iniziare la morte morte che parola non é altro che vita lontana dal tempo, lontana da tutto trovrai te stesso dal giorno del lutto c’era un biglietto che avevi lasciato prima di morire sul letto pacato scrissi delle chiare precise parole: lascio la triste vita, sperando che un giorno il mio...

Nel pollaio

Nel pollaio dell’ipocrisia Due galline Una bianca una nera Hanno il becco d’oro Salti di piume nella paglia Dove una volta si covavano Uova d’oro Stridenti versi metallici Che una volta Erano echi di monotonia Nel pollaio dell’ipocrisia Tutto tace Tutto Tutti E le altre sono solo galline Che fanno le uova d’oro Non sanno cos’è la menzogna E se lo sanno Fanno le uova d’argento Nel pollaio Dell’ipocrisia Si vive E i galli...

Inganni della vita

Lasciami solo ovunque tu sia, inganno di mortal vita mia. Il tuo lamento altro non sento, in questa notte di triste silenzio. Si perde oramai tra questa gente, il tuo cotanto affanno, che ti conduce nella città dolente. Oh anima mia dannata oramai, a vagar in questo desolato mondo, narrami ciò che hai udito ed osservato, affinché la mia anima, possa trovar un po’ di pace tra, queste gelide alture della vita. Oh dea che del mondo sei la più bea, dov’è...

ALLEGORIA AUTUNNALE

NOTTURNO AUTUNNO Dormono le foglie morte sui rami secchi tesi verso il cielo infinito. Ogni cosa s’ode nell’aria oscura di questo ultimo autunno. Prigionieri nel tempo le forme logiche nei loro sillogismi siedono fuori la porta dell’anima in attesa d’essere compresi. Viaggi e giorni d’un tempo narrato il rancore invecchia con il passare degli anni insieme alle sconfitte , dorme la speranza , mentre l’agonia dai denti deboli ...

I miei occhi nei tuoi

Parlami, ma fallo di fronte a me guardandomi negli occhi. Spiegami e capirò, ma fallo di fronte a me guardandomi negli occhi. Guardami dritto negli occhi quando mi sarai di fronte e io ti guarderò... ma non stupirti se questa volta non abbasserò lo sguardo come ho sempre fatto. Li sfiderò i tuoi occhi... ti confonderò.... e questa volta lo sguardo che si abbasserà non sarà il mio.

23 maggio

Mezzanotte e due. Un nuovo giorno. I primi minuti di una sedicenne. Finalmente, forse. Ma in fondo...cosa c’è in un compleanno? Una differenza di un minimo secondo... Un secondo insufficiente per cambiare...insufficiente per dimenticare...insufficiente per sorridere e insufficiente per lasciar scendere una lacrima...un secondo insufficiente persino per respirare. Tuttavia, un secondo è sufficiente per pensare. Per spalancare gli occhi all’illuminazione. Un secondo...

Non disdegno più l'appellativo di folle

Non disdegno più l’appellativo di folle, da quando esso cataloga chi come me, vuol esser felice ad ogni costo e cambiare il mondo con i suoi ideali. I saggi scrutano con sdegno la realtà, mi invitano a cospargermi di denaro e di anni. Rinnega la tua anima, oh poeta, rinnega la stupida corsa che ti vede competere col treno e spompato poi allungare il viso in uno stupido sorriso.