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Simojlbne

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I testi di Simojlbne pubblicati sul sito

Ragione

Devo persistere nell’amarti? Il tentativo d’estirpare questa zizzania dal mio cuore continua nell’arrecare fallimenti il vuoto del tempo mai colma i ricordi afflitto e furbescamente felice di questo ascolto il cielo attendendo una voce che mi dia il permesso a perseverare ma la ragione è schiacciante non si può Urlare non serve il silenzio è rimbombante non c’è via non cè scampo addio mondo io ci ho provato

E se

E se morte il sol moto indugiasse, E di fissità edotta per eterno presente la coscienza obbligasse, Se tal condizion impedisse financo ’l volgersi del tempo E i pensier della mente, l’animo interdetto, fermi in tutto e in niuna direzion tesi, Che mai ci resterebbe di far?

L'urlo

Occhi chiari Della mia presenza guatano il passo che lento scivola al suo canto, refola i di lei capelli e tra le vesti insinua, a me i sensi, lo Zefiro. Concedo al biancor della pelle che odora di miele, alle tumide labbra di melograno il vizzo segreto, al vuoto corpo l’abbraccio. Dal chè all’universo congiunto sazio l’anima ritrassi, ansante sospeso confuso fra nebbie dipinte Del verme, l’ineffabile urlo eguaglio. Inghiotte la notte nel...

Lontano

Fresco e tagliente il fragante odor dei travagliati culmi, di lontano l’eco di voci e schiocchi di risa bambine, da là i suon festosi si levano e via rapidi s’inoltrano, laggiù...nella notte, rasenti i rami, lambir le foglie già crespe e librar fra le tremule luci appese ai magri fili, varcare in fuga il breve ponte e oltre...ancor oltre le cime boscose, le valli aperte sinchè l’dubbio m’arrende, ma non dispero un dì la ritornanza mia scordar.

Velette di nebbia

Velette di nebbia come anime in viaggio fluiscono spedite torno torno al picco, concretando l’arie fra gli alberi scuri di pioggia. A cercar quiete dalle fonde se ne vanno mentr’ io, infimo, scruto invidiando.

Lina

Il pianto sferro all’immenso dolore che il pensier cagiona se improvviso invade il tuo bel viso la memoria a pugnalar violento il petto, e sgorga forte, in salati fiotti e scuote le membra e brucia il cuor che a lungo stento ritrovar riposo. Allor m’avvio all’arida zana dove secco e sodo è il terreno fenduto e mai nessuno appare che nulla attrae di simil luogo, avverso e remoto, le grintose genti, e sol’io la polvere impronto di friabili orme. Qui...

A Masha, versione arcaica

Le membra pregi di miselle vesti, con maglia rada t’aduni l’osse che raggelar ti senti nella catorba notte. Eppur calano, nel rimenar le vite andate o di futur fidarne, a cercar fomenta in te. Con lampe insonni puntano l’omeri sporti, ch’altera porgi a l’uiolar, vengon’essi ad ossecrar come a un carneo corporale il tuo sommo figurare. Ma dell’animo gettato sull’ombaco catrame nessun può fiatare nè stimar conviene, Sol...

E Vorrei

... e vorrei baciarti lì dove mi aspetti, muovendosi a tempo, all’appuntamento tenendoci per mano... Poi, giunti a riva, la mano sulla nuca, la tua mano, sulla mia nuca. Allora sento tutto il peso della notte sulle spalle che si contraggono verso un sol punto, sempre più preciso nella nostra mente dove l’aroma liberi di mielato mosto assieme al tuo fiato, di disperazioni odorante, ch’esali fino a me, piegato nel tuo piacere, che anche...