Silvio Squillante
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I testi di Silvio Squillante pubblicati sul sito
Inforcando i miei occhialiInforcando i mie occhiali metto a fuoco la vita, è inutile provarne un altro paio. Prova tu a veder quel che vedo io. Conosco già quel viso, pieno di rughe come il mare, con gl’occhi come feritoie per lo sforzo. La vita è una canzone in dialetto, inutile da leggere, inutile da tradurre, ti bussa al cuore, delicata. E’inutile aprire se non sei nato lì.Il silenzio del buio inonda la creatura d'asfaltoIl silenzio del buio inonda la creatura d’asfalto, l’ho vista piangere di piacere mentre una mano delicata la verniciava di una tenera tinta corvina. Egli abilmente cancellò tutto il fango di lei, tutte le ombre, le auto e quelle vele mai ammainate. Strass al neon la illuminavano, così sinceramente sofferente in viso da sembrare falsa, lei era una finta bugia adagiata sulla sabbia. La notte nera, insonne, incantevole passò lasciandomi ruvidi dubbi mentre la gabbianella...Non disdegno più l'appellativo di folleNon disdegno più l’appellativo di folle, da quando esso cataloga chi come me, vuol esser felice ad ogni costo e cambiare il mondo con i suoi ideali. I saggi scrutano con sdegno la realtà, mi invitano a cospargermi di denaro e di anni. Rinnega la tua anima, oh poeta, rinnega la stupida corsa che ti vede competere col treno e spompato poi allungare il viso in uno stupido sorriso.Dita bianche di truccoDita bianche di trucco inganni al mascara di risa compiaciute. Mano pesante per angoli rossi in su di una bocca triste, e ci sei tu... occhielli dalla porta credendo che non finisca mai la ridda del mio spirito. Salti su stupito, gioioso, ma ora che il giaco della lacrima finta non mi difende più, mi contempli affranto. Bambino, il clown è morto di tristezza.Riff di vitaLa vita ha un proprio corpo, un proprio suono. Tuttavia le note delle canzoni si incastonano all’anima, si legano agli attimi e li guidano nella loro incolore solitudine. Si diffonde il respiro del cantante che urla il suo dolore ed io piango per lui, piango per me. Dolce è la musica che pretese non ha, lei si compiace nell’essere delizia degli uomini almeno da “un sempre”.Vestirmi di pensieri ed uscire,Vestirmi di pensieri ed uscire, prender posto lì, s’un gomito di sabbia che s’allunga verso il mare. Sporcare con le dita la purezza di una pagina bianca è ciò che mi diletta, vivere nel occhio di quel ciclone che chiamano ispirazione, rivalutare la mia innocenza, la mia sensibilità. Ho lasciato una bozza di sogno sul tavolo della realtà, aspetto solo un piccolo segnale per rientrare e porre il brivido su carta. Eccolo. | PoesiaVestirmi di pensieri ed uscire,Riff di vitaDita bianche di truccoNon disdegno più l'appellativo di folleIl silenzio del buio inonda la creatura d'asfaltoInforcando i miei occhiali |
