Modì74
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I testi di Modì74 pubblicati sul sito
MariaMARIA La povera cucina era illuminata solo dalla luce giallastra di una lampadina sporca. Maria vide che il babbo e la zia erano lontani. Prese una sedia e la appoggiò alla credenza. Nonostante i suoi otto anni e la magrezza del fisico era molto intraprendente e decisa. Voleva quei biscotti, aveva ancora fame. Aveva sempre fame e i miseri brodi di verdura non le piacevano, figurarsi l’aringa affumicata che aveva fatto la zia quella sera. Cominciò ad arrampicarsi. Prima la...Non si gettano via i diamanti!Non si gettano via i diamanti! Era circa l’una di notte. Giorgio era seduto sul bancone del bar dando la schiena al palco, dove il quartetto stava suonando l’ultimo stanco standard jazz della serata. La testa fra le mani e fra il sonno con in gomiti appoggiati al marmo tiepido. La birra era finita e Giorgio ordinò un jameson senza ghiaccio. I pochi avventori del locale stavano defluendo. Il barista inserì un cd e la voce roca di Paolo Conte riempì di...Domani, forseDOMANI, FORSE. -Vuole che vada via...vuole portarmi via lo sai?...Mi tratta male, insiste che devo andare con lui...Sono malata, malata...come dice il dottore...ma io sto bene, non voglio...non voglio andare via da qui...ho paura...temo che mi costringerà....sono stanca...molto stanca...- -Mamma? Dove sei ?- Stefano aprì la porta della stanza e nella penombra di un angolo vide la sedia a rotelle. -Mamma, hai raccolto le ultime cose? Eh? – Stefano si...L’ inverno colpisce ancoraL’ inverno colpisce ancora -Sei un bastardo, sei uno stronzo.....- Enrico è seduto al bancone del bar della stazione, accanto a lei una ragazza litiga al telefono. -No, vieni adesso a prendermi, non mi puoi lasciare qui così......- Il barista asciuga i bicchieri e guarda oltre la vetrata la neve scendere copiosa. Enrico alza la testa dalle braccia incrociate sul bancone solo per bere un sorso della birra che gli sta davanti. -Fanculo, sei uno...PannaPanna Era tardi. Molto tardi per lei. Infilò la chiave nella serratura cercando la delicatezza del ladro per non fare rumore. Si guardò attorno nel buio delle scale sperando che nessuno la vedesse rientrare a quell’ora. Immaginava già le facce delle vicine, -Signora signora... non sa cosa è successo...la signora del quarto piano...è rientrata tardissimo ieri notte...-. Era come se vedesse i loro volti stupiti stendere le rughe dal disappunto,...La salutò con un sorrisoLa salutò con un sorriso Antonio aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu il parabrezza dell’auto rotto attraverso cui entrava la pioggia. Senti male alla testa. Il primo pensiero fu uscire dall’auto. Dovette girarsi su se stesso e strisciare attraverso il parabrezza. Come fu fuori dall’abitacolo si stese sul fango a faccia in su. La pioggia, gli lavava il viso. - Per fortuna non mi sono fatto niente! Ho solo male alla testa. - Si toccò la...Il giocoIL GIOCO Adoro la spiaggia quando cala il sole. La gente sfolla via, la temperatura allenta la presa sulla pelle e l’odore del mare è più intenso. Metà di luglio. Era parecchio che non vedevo Roberto. Lui si era trasferito in un’altra città, in un’altra regione, in un’altra vita insomma. -Bella l’idea del mare, sono venuti tutti a trovarmi sai? – -Effettivamente non è male...beviamo qualcosa? – Parliamo della sua... | Erotico Il giocoPannaL’ inverno colpisce ancoraNon si gettano via i diamanti! NoirLa salutò con un sorrisoDomani, forseMaria |
