Michele Biglia
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I testi di Michele Biglia pubblicati sul sito
LineaHo fatto manbassa degli avanzi delle coscienze per scoprirne i segreti, ho bruciato tutte le foto del mare per inalarne l’essenza, il mio pianto ha soffocato il mio respiro e ferito i miei occhi davanti ai giorni di mille madri e altrettanti figli, ho smarrito il mio corpo tra le verdi montagne dipinte da Dio e al di là dell’addizione, non è mai cambiato il risultato. Tutto non è nient’altro di ciò che è. Milioni di poeti e...L’orecchino d’argentoVivifico cerchio imperfetto portatore sano davanti allo specchio mi chiedo di un giorno altrimenti lontano dove l’alba avrà un altro colore fragore d’argento ti vedo danzare.RoutineSculture di luce cangiante umoral forma perfetta di vita io vedo filtrano fenici ostacoli e giungono a me. Di nuovo di nuovo il tepor fetido di ruggini multifunzione schiarisce l’ugola ogni osso giocoforza mattinier si desta.Pesci prematuriSono stato gli occhi di un pesce un tempo vivevo nel mare. Ricordo la volta del cielo cambiare colore. Passavan le barche e cambiava colore volavano le barche volavano,è strano ma per me il cielo era il mare. E le stelle però non le ho mai viste. La mia vita è durata una mattina e il mio cielo mi ha chiamato come una mamma preoccupata. Perché per me il cielo era il mare.Rami di pino dalla finestra)Dieci paia per lato se le pupille mie non dicono solite le tenere bugie per darmi nervo. Una linea così sensibile da arrossire al sol passaggio in guanti bianchi del vento delle due. Flebile corazza d’aghi tu coi tuoi fratelli a difendere il cuor di ogni singolo ramo. Anziani canuti smeraldi indossati dal cielo la sera del gran ballo.MontiIl suono che prega tra nevi perenni di non precipitare più in alto. Avanti,avanti è l’etereo stupire di guardare un solaio dismesso. Chissà dove. Mia prole altezzosa, valvola di menti senza eguali gioca con me e bevi la pioggia finchè più non ne resti. Avanti.Non oltre la mia ombraDanza il vento sull’arida forma di ciò che un tempo chiamavo per nome grida il vento e il mio credo ribolle tra i mille tagli sulle mie braccia che a stento, come un timido Atlante sorreggono cieli di piombo. e adesso dove sei mio angelo amico che tanto mi aiutavi? stai forse lassù a giocare coi bimbi e ti fai beffe di me?il tuo amico! digrigna i denti il vento e il mio cuore ha tanto freddo ma è l’istinto ad alzarmi il bavero così...La notte della quinta lacrimaPiù giù nella gola senza luce. Pensi di non poter più scendere di così ma non vuoi fermare la corrente. Tu vivi una vita priva di stimoli e speranze. Non sai. Non puoi nuotare nel lago. La mia anima è simile a un lago è circondato. Di volti felici e il lago è salato. Come il mare. Le lacrime sono salate e io non posso più piangere. (...che ridere...) Sono tutte in quel lago. La mia anima è un lago ma io non lo...Inno generico ad un giorno che nasceLa vita di una novella vita si palesa al creato in spoglie di sorgente. Crine d’argento la melodiosa danza di violini incantati intonar le premature gesta di te che un tempo fosti lacrime d’angeli ed empirico miracolo sei qui ora. Sia tu filantropo di sogni e medico all’unisono per malsane realtà sia tu la forza del nord per il purpureo rossore di mani votate ad un mare in burrasca tu il faro il bagliore di una poesia nuova che piange lacrime... | PoesiaLa notte della quinta lacrimaNon oltre la mia ombraInno generico ad un giorno che nasceMontiRami di pino dalla finestra)Pesci prematuriRoutineL’orecchino d’argentoLinea |
