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Michela Zanarella

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I testi di Michela Zanarella pubblicati sul sito

In un lampo mare aperto

Traiettorie di fuoco l’amore è un gioco vibrazioni emozioni aquilone il cuore assente il tempo scotta l’energia sfreccia il corpo con la follia. Non tace lo sguardo luna e sole a contatto il cielo un letto sfatto la fiamma l’universo l’istinto un viaggio perso. Fonte di coraggio una carezza dolce e lenta la voce che rallenta in un lampo mare aperto il fiato il mio concerto. Liberazione un sospiro l’abbraccio un mondo di...

Tutte le alleanze del destino

In equilibrio tra il silenzio delle strade ed il respiro di cieli inchiodati alla pioggia, la mia mente ripete l’eco di un freddo vivere, dove l’erba ha il profumo del ghiaccio e la luce assorbe tutte le alleanze con il destino. Attrae e spaventa l’urlo del vento che falcia innocenti fatiche della terra. Dove incontenibili speranze aspettano il richiamo di Dio, si sentono orizzonti riascoltare il passato e stringere intimità negli angoli più...

Cuori randagi

Trema e suda la città. Non ha più gambe per correre il fiume e le strade non conoscono le impronte sotto i colpi di mortaio. Ci sono palazzi storditi dal fuoco e corpi travestiti da cadavere abbandonati agli occhi increduli del mondo. Avanzi di giocattolo sui marciapiedi hanno domande da porre al fumo che sorride alla notte. E pezzi di vita fiiscono per diventare cuori randagi da lanciare nei cassonetti in quel che resta di una terra senza luce.

Destino delirante

Non fu la pazzia a schizzare fiere liti dentro la mia mente. Quel volto che mutava in sepolcro arzillo mi concedeva qualche larva di ricordo. Il mio vagabondare cercava la quiete in un bicchiere di luce. La voce aspettava conforto da uno sguardo stupito al mio toccare l’assurdo. Strinsi in un pugno malinconia e dolcezza lanciandole in gola con piacere estraneo. E’ destino che io parli nel vuoto dietro una lacrima che fatica a scavare un sorriso.

Maschere di follia

Ho l’anima sciolta sul fondo degli oceani, dove la notte raduna le sue forze per rimembrare un pò di vita. I battiti delle acque hanno il sapore di corde tese all’infinito in un labirinto cieco. Pensavo di saper fuggire al sorriso buio delle sabbie lontane. Ho assaggiato le chiacchere confuse delle onde. Lunghissime maschere di sale pronte a coprirmi gli occhi prima che la follia mi mordesse le labbra per farmi annegare dentro gli abissi.

Imelda

Aveva il volto d’una vergine quella donna che scuoteva le lenzuola al vento, infilandosi in tasca un pezzo di pane nero. S’inginocchiava al sole tra i gerani e le rose, accarezzandoli con le mani gonfie di dolore. Sbuffava al cielo nelle mattine grigie sperando di poter uscire ad ascoltare le campane dei paesi lontani. Nell’attesa dei figli si specchiava nel verde del suo prato cercando di nascondere il silenzio tra un respiro e l’altro. Aveva il sorriso...

Giocando d'assurdo

L’ultimo annegare del silenzio s’è fermato alla porta mentre la notte dettava sogni senza fine. Ed ho immerso gli occhi in un tondo di luna per lasciare che le stelle fossero lavagne su cui cancellare solitudine. Ho scritto alla mente lunghe lettere d’addio. Ho dedicato il tempo a coltivare follie nuove, volontà ereditate da grida riflesse alla memoria. Oltre i confini dell’ordinario ho smosso l’odore d’orizzonti...

Il vento da te

E’ sparito anche il vento dalla memoria. Quel giorno non cantava nemmeno la candela sull’altare. Non esistevi più. Ridotto ad un corpo di polvere, gli occhi vuoti. E fu vedendo la terra coprirti per sempre che pronunciai il tuo nome un’ultima volta. C’era chi piangeva, io ascoltavo la tua voce tra i rintocchi di campana. Sapevo che saresti tornato, nel volto d’un ragazzo già uomo.

Gli invisibili a tutti i pazzi)

GLI INVISIBILI (a tutti i pazzi) Cervelli perduti nella fossa del vuoto, ruderi strani destinati a pensare invano. Simili a statue senza occhi siedono immobili in stanze cupe. Il silenzio eterno si accoppia al loro sbraitare eresie. E così si abbandonano alle pareti d’inferno saltellando sbronzi nella pazzia. Vergognosi d’esistere, tremano alla luce e alla vita. Cercano le palpebre di non ricamare assurdi...

Primavere per noi

Plana sulle tue labbra come intorno ad una rosa, l’aroma della mia bocca, e, petali caldi e chiari respirano l’amore che si sdraia sulle spine. S’innamora il tuo sorriso dei miei occhi. Fai ballare anche le guance che calpestano d’un morbido rossore la pelle vergine alle fiamme. Odora di muschio e di vulcano la mia e la tua carne, un’ altalena tra i boschi del piacere. E ci ascoltiamo sfogare gli istinti lungo un sentiero di carezze e...