Loris Bailini
Sei in: Autori emergenti > Loris Bailini
I testi di Loris Bailini pubblicati sul sito
CarmillaIl silenzioso suono della notte invitava alle danze lontano da occhi indiscreti. la tua candida pelle e i tuoi occhi di brace promettevano ai miei sogni estasi infinite. Ti desiderai cosi per anni, amore nato dalle pagine di un libro,sogno mai tradito di un eterno ricordo.La mia anima conserva ancora una stanza per te mia nera contessa. Mai la useremo, mai ci andremo, mai consumeremo. La nostalgia di ciò che non può essere si trasforma in spirito.Sulla poesia parte 3Anche andando più indietro nel tempo riscontriamo visioni simili, presso i Vichinghi Odino, la loro divinità più importante era lo scopritore delle lettere dell’alfabeto e padre della poesia. Poesia che diventava in mano sua una formula magica. La poesia come potenza? Perché no? Al poeta usare bene questa forzaSulla poesia parte 2Pensiamo che quando comunichiamo canonicamente con Lui (preghiere o salmi) usiamo delle forme poetiche. Re Davide cantando i salmi con la sua cetra d’accompagnamento placava l’ira del terribile Signore degli Eserciti dell’Antico testamento. Quindi la poesia è la forma di scrittura più consona a comunicare con ciò che sta in alto o a descriverlo? Sembrerebbe di si preghiere e salmi a parte pensiamo ai Sonetti di San Francesco o alle poesie del...Sulla poesia parte 1Dice il Corano che il primo essere che Dio creò fu il calamo e gli disse “scrivi”. “Cosa” chiese il calamo?” e Dio “il destino del mondo e dei suoi abitanti da qui alla fine”. Un vecchio gesuita scherzosamente mi disse che dio amava leggere i romanzi per questo il mondo è tanto variegato. Dunque un essere Supremo che ama scrivere e leggere romanzi. Ma che si commuove di fronte alla poesia.ApocalisseLa terra girava sull’orlo della fine dell’universo, l’ultima umanità discendeva dalle scimmie, ma col cellulare incorporato: venti di apocalisse portavano scie chimiche di aerei. I giornali lo chiamavano progresso Cervelli feroci come rettili Si ergevano alla testa dei popoli che marciavano in tondo. Ercole attendeva il momento di deviar le acque e ripulir la terra. Cerca la speranza che ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio.Preghera del pubblicanoCon il cuore pieno di lacrime lanciai verso il Cielo la mia preghira di pubblicano, Con occhi gonfi guardai un Cristo ligneo attendendo un sole che che rischarasse le tenebre della mia notte. Il mio cuore inginocchiato ali da angelo aspetta e ad ogni battito la preghiera rinnova.RicordiNei miei occhi il tuo volto si specchiava, ricordi la mia voce come il coniglio bianco? E tu la inseguivi col pensiero. Oltre lo specchio ti ho portata, mentre il mondo danzava sull’abisso. E se non posso sbagliarmi potrei avere ragione,per un attimo infinito volammo via danzando solo assieme.PassiNella brina impronte profonde lascio aspettando che il suo bianco candore, nella notte, si trasformi in polvere di stelle, sognando passi verso il cielo, la Via Lattea guardo, come esule la via verso casa. | FilosofiaSulla poesia parte 1Sulla poesia parte 2Sulla poesia parte 3 PoesiaPreghera del pubblicanoApocalissePassiRicordiCarmilla |
