Hanno sete di Isabella Zangrando - Recensione a cura di Isabella Zangrando
Edizioni Robert Mccamon - ISBN:
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Libro di insolito respiro narrativo. Suscita nel lettore la vaga percezione dell’irreale che sonnecchia qua e là in tutte le pagine del romanzo/best seller. Le ambientazioni molto realistiche creano un tessuto urbano/narrativo molto sincero che mescola la narrazione alla sintesi esplicativa di una generazione e di un universo. Il Male (fisico, mentale, culturale)permea le vite dei protagonisti così a fondo da renderli più attenti alle manifestazioni di un male ancora più antico che a tratti assume i contorni del temibile terrore dell’ignoto e del sublime ottocentesco. Solo chi ne è immerso totalmente non può che franare in esso fino ad esserne sommerso e distrutto. La volontà d’animo è la caratteristica dei protagonisti che, nonstante i "classici" rimedi antivampiro (aglio, acqua santa, paletti e croci) dismostrano una fede forse più offuscata. Dio rimane celato agli occhi del lettore/narratore. C’è quasi un senso escapologico nelle pagine conclusive del romanzo e la Natura, nella sua verità estrema, solleva Il Sommo Fattore dal gravoso compito di intervenire attivamente. La distruzione fisica del mondo/orizzonte narrativo conosciuto dal lettore diviene l’origine del Nuovo. La diversità dell’opera sta proprio nella totale assenza di messaggio sacrale/religioso che sconfina pertanto nella fiducia in una redenzione umana e solamente tale. Un occhio di riguardo può essere dedicato ai protagonisti: un detective che ha conosciuto in giovane età questo antico flagello e che sembra avere una capacità di percezione superiore alla media; una giovane giornalista insoddisfatta che conosce da vicino l’orrore del quotidiano; un prete condannato da un male incurabile e infine un bambino che incarna in qualche modo le frustrazioni e insoddisfazioni della giovane generazione americana (e non solo).Tutti nella loro diversità conoscono il male e tutti a modo loro si ribellano ad esso con la sola forza della volontà, sfidando la sorte e l’assenza totale di un supporto divino. La sintesi estrema dell’autore viene rappresentata nella grande onda che investe L.A. dove l’acqua, culla della vita e origine della stessa, spazzerà e purificherà il Male.
