Angoli nascosti di Claudio Moica - Recensione a cura di Claudiomoica
Edizioni Il filo - ISBN: 978-88-567-0123-4
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Questa silloge di Claudio Moica, dal titolo indubbiamente evocativo, Angoli nascosti, conduce il lettore appunto in quegli interstizi di tempo, in quei luoghi nascosti dove la poesia – naturalmente – ha origine. Lì dove solo apparentemente non c’è nulla da cercare, da raccontare, si cela invece, anzitutto, il senso del persistente bisogno dell’uomo di andare, di viaggiare, di superare i limiti della ragione nonché quelli legati all’idea stessa di “limite”. È così che questa poesia porta, conduce “al di là di”, lungo il tracciato del desiderio e del sogno, verso un altro tempo, altre ragioni. Una spiritualità scevra da qualsiasi dogma o rigidità avvolge questa scrittura, essa si scorge nel paesaggio come nella tensione relazionale dell’Io lirico che cerca negli altri i propri contorni. L’autore scrive nella sua introduzione che è il dubbio e la curiosità a spingerlo alla scrittura, un desiderio di sapere (conoscere, scoprire, immaginare) che poi si traduce in quella che lui definisce una “poesia del pensiero”; un pensiero impetuoso come la primavera.....[.....] La poesia di Claudio Moica è questa. Ogni verso, ogni parola hanno un respiro, un battito, una musicalità nuova. Si riassapora il gusto tenero e forte dell’incanto che bussa alla porta dell’anima di chi ha sete di bello. E lì rimane.

