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Lady Sin

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I testi di Lady Sin pubblicati sul sito

Vita mia, mi hai abbandonata

Memorie. Da esse la mente viene lacerata, ormai inerme ed arida. Ogni sensazione è lasciata. La consapevolezza d’una gioia perduta, rende più dolente il cuore che muta. Ora che tutto si è infranto, il corpo s’arresta, come d’improvviso. E’ inutile ogni gesta. Troppo dolore per tornare indietro. Estranea è adesso la vita, osservata da un vetro. Non resta che versare amare lacrime, chinando la testa al dolore che il presente imprime.

Cuore

Nella sua anima nera, un cuore di metallo batteva. Cresciuto nel vuoto deserto della solitudine e del dolore, del sangue nero fuoriusciva nel suo candore. Esiliato dalla moltitudine, agonizzante per tale incudine. Mai troverai la tanto auspicata pace, sempre la sofferenza sarà tenace. E a cosa aspira un cuore ferito, se non alla fine del suo sospiro? Un oscuro spirito lo circondava con braccia di fuoco, mentre esso precipitava inesorabilmente nel vuoto. Caduto nell’oblio, alla vita...

Armonia

Sussurri all’animo dolci melodie, con soave voce, in me si disperdono.

Oblio

Vuoto che scorre nei meandri della mente. Il tempo soccorre il crearsi del niente, che veloce corre nella carne dolente, stanca di porre nell’animo la memoria cadente.

La rosa del deserto

Dormiente l’aria trasportava della candita rosa l’odore, in su le dolci curve delle sabbiose dune. Odi? Odi il verso della brezza estiva che sospira su le delicate forme cui la vista si posa. Su gli odorosi petali della rosa del deserto il dolce vento sussurrava versi musicali che pareano complimenti ed essa si mostrava dinnanzi tali apprezzamenti timida e rossa, chinando la testa.

Paradiso

Nella culla del mio core un sospiro si levava. Più puro di un bagliore, candito si mostrava. Smarrita nell’amore, il core mi guidava presso viali in fiore e ai tuoi occhi si soffermava. Pareano di struggente splendore quando in essi lo sguardo cadeva. Mi liberavano dal dolore, a te l’animo cedeva.

Tempo per rimembrare

Memorie silenziose come vetro s’infrangono, al suolo cadendo, cullate dal vento.

Inerzia

Traboccano lacrime di fuoco dagli amari occhi d’oscurità densi. Il mietitore d’anime vi si mostra con la tagliente ascia percorsa dal sangue. Dolore che scorre al di fuori della più cupa malinconia si riversa nella membra, straripando dai cocci del cuore. Uno stormo d’avvoltoi attende in su le nere nubi di divorarne gli ultimi, ammalati frammenti, mentre già lo sbiancato corpo sembra quasi in putrefazione.