Isabella Zangrando
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Isabella Zangrando | Leggi i testi |
Ultimamente cerco di affacciarmi anche alla realtà del romanzo noir, di cui sono una fervida lettrice con una particolare preferenza per il filone americano (Lansdale, Matheson).
Nei miei scritti cerco di accendere la fantasia del lettore trasmettendo quelle che per me prima sono immagini e poi vengono tradotte e purtroppo filtrate tramite la parola. Il compito è spesso arduo dato che la scrittura non riesce a tradurre appieno l’immaginario di chi scrive, ma trovo che l’aggettivo e la similitudine spesso aiutino in tal senso.
La mia speranza è che i miei scritti possano realmente suscitare l’interesse di qualcuno e che tali opere possano raggiungere un discreto numero di osservatori/lettori.
cITAZIONE DA "American Beauty":
"Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante; si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu, lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle, sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie... e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo, di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita."

I testi di Isabella Zangrando pubblicati sul sito
RicordoAffranta sedevo tra immobili guide solo immerse nel candido stupore sguardi assolati. Ricordo il tuo passaggio lento improvviso tra fervide betulle Parlava di estati perdute di sogni malcelati di me. E ancora al socchiuder dello spasmo apparivi erta figura tra le celie notturne. Mi rispondi dalle tue immote vette “Non di sogni nutrirti ma del male che attanaglia i germogli. Perirai al mio cospetto e condurti mi vedrai tra morte...Il senso delle coseDev’essere il perduto rumore dell’acqua muove le mie corde come arpa celeste il ricordo pervade il giorno Il cieco richiamo della strada lontano mentre svanisco tra soffici gincane scompari pure tu sei sogno? forse illusione? Mi richiama febbrilmente il mondo ma pura estasi mi pervade caldo febbrile, bagliori di stordito umore mi cingo la danza che volve giunge da mari estremi spiagge desolate naufrago inconsapevole. | OniricoRicordo PoesiaIl senso delle cose |
