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Isabella Zangrando

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Isabella Zangrando

 

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Sono nata a Venezia 25 anni fa e ora vivo a Treviso. La passione per la scrittura/lettura mi accompagna sin da piccola e non mi ha mai abbandonato. La poesia rimane tuttora il mio primo amore cui mi dedico spesso e a cui cerco di dare una forma sempre più definita, soprattutto nei temi e nello stile. Traggo ispirazione soprattutto dai miei stati d’animo, dalla lenta osservazione della realtà e delle vite altrui soffermandomi spesso sul contrasto che si scatena tra desideri/sogni e aspettative non realizzate. Sento ancora molto forte e valido il messaggio trasmesso da alcuni grandi Maestri del ’900 italiano, in particolare Montale e Pirandello e trovo ancora molto valide per la nostra società le figure di uomini e donne delineate a tratti forti da questi autori.
Ultimamente cerco di affacciarmi anche alla realtà del romanzo noir, di cui sono una fervida lettrice con una particolare preferenza per il filone americano (Lansdale, Matheson).
Nei miei scritti cerco di accendere la fantasia del lettore trasmettendo quelle che per me prima sono immagini e poi vengono tradotte e purtroppo filtrate tramite la parola. Il compito è spesso arduo dato che la scrittura non riesce a tradurre appieno l’immaginario di chi scrive, ma trovo che l’aggettivo e la similitudine spesso aiutino in tal senso.
La mia speranza è che i miei scritti possano realmente suscitare l’interesse di qualcuno e che tali opere possano raggiungere un discreto numero di osservatori/lettori.


cITAZIONE DA "American Beauty":

"Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante; si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me, fu, lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle, sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie... e Carolyn. Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo, di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita."

 

Isabella Zangrando
Isabella Zangrando - fotografia 1 Isabella Zangrando - fotografia 2 Isabella Zangrando - fotografia 3

 

I testi di Isabella Zangrando pubblicati sul sito

Ricordo

Affranta sedevo tra immobili guide solo immerse nel candido stupore sguardi assolati. Ricordo il tuo passaggio lento improvviso tra fervide betulle Parlava di estati perdute di sogni malcelati di me. E ancora al socchiuder dello spasmo apparivi erta figura tra le celie notturne. Mi rispondi dalle tue immote vette “Non di sogni nutrirti ma del male che attanaglia i germogli. Perirai al mio cospetto e condurti mi vedrai tra morte...

Il senso delle cose

Dev’essere il perduto rumore dell’acqua muove le mie corde come arpa celeste il ricordo pervade il giorno Il cieco richiamo della strada lontano mentre svanisco tra soffici gincane scompari pure tu sei sogno? forse illusione? Mi richiama febbrilmente il mondo ma pura estasi mi pervade caldo febbrile, bagliori di stordito umore mi cingo la danza che volve giunge da mari estremi spiagge desolate naufrago inconsapevole.