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Imada Vola

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Imada Vola

 

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Imada Vola è una donna che non si rassegna al grigiore,
è quello che posso dire senza dover tenere nessuna maschera.
Ho iniziato a scrivere poesie, se così le vogliamo chiamare, a 8 anni e a 12 mi inventavo i racconti di giovani fanciulle rinchiuse su astronavi.
Poi a vent’anni , ho cominciato a lavorare e a scrivere sempre meno finchè ho smesso.
Ora ho ripreso, prima con un diario e poi di nuovo è tornata la voglia di esprimersi in modo profondo.
Mi sto avviando all’età matura e scrivere mi fa stare molto bene, ho ripreso con le poesie, ma sto già facendo delle bozze per dei racconti più realistici.
Lascio parlare le mie ........Creature !
Ho anche una pagina in myspace ( www.myspace.com\imada_vola)

 

 

I testi di Imada Vola pubblicati sul sito

Il saluto di un mattino perfetto

E d’immensità mi massacro nel rosa dell’aurora.

Catene

Non è finzione e nemmeno alterigia, ma una corsa nel vento al di fuori del cerchio dove torno ogni volta sgomenta e colpevole, annichilita la voglia, steso l’entusiasmo e perduto il cosa

AVVALERSI E IMPORRE

Avvalersi di sguardi smarriti, per poter essere codardi e stare nel copione di chi cerca elevazioni non per tutti ha il puzzo di marcio e non basta più un make-up variopinto per nascondere la rogna di cui sei fatto . Nessun processo è in grado di disinfestarti, quei vermi assetati di luci e bon bon non li puoi più placare e io non sono il tuo antidoto. Sono macabre rappresentazioni di rattoppo estremo le mani legate el’apertura a diverse...

Forse l'epilogo ?

E’ finita la passerella dei nonostante e oltre a stoviglie sporche e resti di fame albergano alla fine del party docili lacrime che attendono il calare delle luci per fare il loro show facendone uscire un triste blues di nostalgiche rivisitazioni. La verità è fatta di piccole fiamme disseminate nell’oscurità e ricomporla rischia di essere un gioco pericoloso che potrebbe disperdere il labile equilibrio di noi, carnefici dei nostri stessi...

Sangue nei vetri

Si è frantumata una bottiglia di vetro brillante e allora ho cominciato a stringere nelle mani i piccoli e appuntiti resti cercando di trattenerne il nettare e al tempo stesso vagando alla ricerca di un po’ di sole per cercarci dentro qualcosa che non c’era più. Vorrei e non posso più dire ’Amore’, da qui non scappo. Giro dentro me, giro nella nera nullità senza orientarmi e sbatto ovunque contro scogli invisibili. Nelle...

Chiuso a pezzi

Ho chiuso in un cassetto il nostro contatto, incerta se scordarlo o custodirlo. Al sacerdote che mi mostri non ho nulla da dire perchè la mia redenzione non passa per i tuoi schemi. Le ombre del soffitto te le volevo risparmiare, ma poi il frastuono mi ha fatto fuggir via a cercar riparo in una tettoia che cade a pezzi.

LESIONE VITALE

Apro le finestre e guardo in giardino, è spuntato un fiore in cui non osavo sperare, lo avvicino per gustare il profumo e il sangue scende dal dito. Potrei lasciarlo e invece aumento la pressione, certa che il tepore uccide troppe vite. Scanso il pregiudizio proseguendo via da ciò che è scaduto e che puzza. Non ho bagagli e nessuno che mi saluta là sotto, ma ho preso con me facendone un bel mazzo convenzioni e cedimenti. Le spine della...

NULLA

Fuori il giorno ha il ritmo tradizionale, ma dentro nel caos si perdono propositi fatti e speranze in dissolvenza. La vacanza finisce perché la stagione non è buona per la semina, non resta che un inutile ricordo del desiderato e quasi avuto. Contenitori e valige che si chiudono senza sosta si sa, le cose dimenticate non ci stanno tutte nella tracolla e le vibrazioni perdute non si colmano più. Fuori il sole finto colora il nulla ma dentro il vortice...

INTERMITTENZA

Una porta si apre e una si chiude, ci sono istanti in cui sono bloccata in questi passaggi senza possibilità di fuga, certi in cui posso correre fuori, altri in cui è solo possibile scendere in cantina. E’ del tutto casuale il ritmo di questa intermittenza o almeno mi piace crederlo per illudermi così che la visione della luce è un regalo divino. Ora sono stanca e vorrei ritirarmi in una stanza comoda e deserta dove asciugare queste lacrime...

DELIRIO

Navighiamo nell’isteria collettiva generata da voragini individuali che cerchiamo di colmare in maniera veloce facendo economia sul cuore con eccessivi imballaggi di niente espanso recuperati in un delirio di momenti rubati a quel poco che resta del vivere vero. Viviamo di eventi svuotati del loro spirito primordiale e rinchiudiamo spesso i sentimenti in lattine d’ipocrisia. La vita ci chiama, ma non con il cellulare e dovremmo risponderle prima che ci...