Giulia Beatrice Carnino
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I testi di Giulia Beatrice Carnino pubblicati sul sito
Tra il bianco e il neroHo assaporato un periodo nel quale la vira mi sembrava più di subirla che di viverla. Guardavo le stagioni rincorrersi, ovattata dietro la finestra della mia anima. L'orchestra del mio cuore suonava le melodie delle possibilità impossibili, e il maestro ordinava di murarmi viva dentro me stessa. Gli occhi avevano preso il colore del cielo a forza di guardarlo, ero ormai incurante della qualità dei sogni. Il mondo era in bianco e nero per me, le persone burattini di legno neanche ben rifiniti,...Forse un sognoTi guardi dentro e incroci le tue mani, speri di creare un contatto diretto tra cuore e parole. Ti lasci imprigionare dai colori della fantasia e con essi inizi a respirare l'odore distratto della vita. Incontri occhi nuovi e anime sensibili, i tuoi sensi percorrono pensieri contagiosi. Il paesaggio tutt'intorno resta in silenzio a osservarti, scosso solamente dal vento autunnale. Tu adesso hai paura, e inizi a correre finchè non sarà il tuo corpo a supplicare di fermarti. Apri gli...L'ombra della speranzaSi sentiva il fracasso dell'erba che cresceva, delicate e silenziose gocce di pioggia, sfioravano i petali di fiori ancora neonati. I colori erano prima mescolati, adesso nascosti da un vento le cui membra erano astratte. Si respirava la brezza di una nuova rinascita, ma le ombre stanche dei corpi umani restavano ancorate alla nebbia della miseria e del passato. Voci da un'aldilà reale rincuoravano i sentimenti appesi a fragili fuscelli, talvolta sull'orlo del precipizio. La speranza...Il peso del mondoImpugnò nella notte una matita, e iniziò a disegnare il fantasma della realtà. Non c'erano colori, distingueva soltanto tra il bianco e il nero, i due nocchieri della sua anima. Una lacrima cadde rumorosa su quel foglio invecchiato dagli anni, e confuse le immagini. L'inchiostro sembrava incrostare le parole, il giradischi suonava la canzone dell'infanzia, e quella canzone si infilava nel reticolo del dolore. Voleva tirare il mondo dalla sua parte, senza sapere che sarebbe...In bilicoLe lacrime, come vitree gocce di rugiada scivolavano su quel volte, e sembravano fuggitive, come in cerca di libertà. Quelle labbra erano interpreti della realtà, quelle mani monumenti dismessi di un corpo ormai in rovina. E allora bendò il suo cuore, rendendolo cieco d'amore e di speranza. Su quella tela dipinse la sua morte con occhi carichi di paura. Cadde l'ultimo petalo di un fiore già appassito da anni, e cadde così anche l'ultimo suo sospiro. Era morto forse, ma il suo cuore... | Narrativa breveTra il bianco e il nero PoesiaIn bilicoIl peso del mondoL'ombra della speranzaForse un sogno |
