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Giulia Calabrese

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I testi di Giulia Calabrese pubblicati sul sito

Lo sai che vado via

Lo sai che vado via vado via da te da me da quello che c’è Lo so che andrai via guarderai il mare e forte il profumo di vecchi ricordi bianco e nero il mio sorriso e le labbra che si fondono e le dita che si intrecciano e gli occhi che si chiudono. Lo sai che c’eri tu in me ed io con te morivo andando via sempre più lontana mai guardando indietro ma nel mare rimarrà il nostro amore che raccoglierai in un giorno senza tepore e come una conchiglia...

La vetta da scalare siete voi

Stasera si scrive, amici. Vi voglio raccontare una storia stanotte. Vi racconto di un ragazzo che è scappato dalla sua città natia, è scappato dalle strade che conosceva a menadito, dai volti di quei vecchi davanti al bar e dalla puzza di vecchio che respirava. Non fanno male le sigarette o un bicchiere di jack, fa male il bisogno di dover scappare. Insomma, come dicevo, questo ragazzo un giorno ha raccolto de cd, un album fotografico, qualche vestito ed è partito. La direzione ve la immaginate...

Only, ever Rock

Questa notte si scrive amici. E si parla di tutto ciò che vorrete voi. Spesso ci dimentichiamo di coloro che vivono perennemente dietro un microfono, con due grandi cuffie nere a proteggere le orecchie da stronzate inutili e con solo tanto rock da ascoltare. Ce li sentiamo in coda nel traffico, sotto la doccia, una volta nelle macchine mentre si faceva l’amore, l’amore vero. Si sentono per sbaglio a volte, a volte invece cerchi i loro numeri, la frequenza sulla quale ti fanno...

Protestate?

Guardali. Ma negli occhi. Guardali e cerca di trovare dentro di loro qualcosa che sia colorato. Hanno sguardi spenti, l’iride in bianco e nero, ed è così che vedono il mondo. Si acciecano di alcool e droghe e sesso malato e giù pillole che li fa volare per poi cadere giù. Non c’è un valore se non quello del risvolto al pantalone. Non c’è amore se non quello consumato nei cessi di un putrido locale. Non c’è speranza se non quella di riaprire gli occhi dopo una botta di...

Pensieri in un viaggio.

E’ un attimo, in un sogno di vento, in un bacio già dato, il tumulto del cuore, sentire la vita e nessun rumore.

Il mare di notte.

Lento si muove, non fa rumore Arriva lontano solo il suo odore Tutto il resto si infrange, e poi muore.

Reale?

E’ realtà ? E’ reale il cuore che mi batte nel petto ? E il petto che lo accoglie è reale ? Le mie lacrime ? Non voglio saperlo. Si passa una vita a toccare con mano ogni cosa, e se la senti è reale. E’ vera. E’ viva. E se non la senti ? Qual è il confine tra il vero e il non vero ? Che poi chiamiamolo come preferiamo: sogno, fantasia, o meglio signora Pazzia! Ma basta chiedere. Le risposte non arrivano da sole. Voglio credere che vivo la realtà poche ore la notte,...

Dialogo con me stessa

La notte da’ come sempre inizio ai nostri incontri: fugaci, ma essenziali. Si riflette la mia immagine su questo specchio bianco. Eccola. Occhi negli occhi, nessuna delle due cede, né me né l’altra me… Mi domandi: > La guardo: è sempre bella quando compare; e dagli occhi suoi lucidi capisco che stanotte ha bisogno di sentirci unite.