Gianluca Parravicini
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I testi di Gianluca Parravicini pubblicati sul sito
Le conseguenze dei libriSono due notti che non prendo sonno. Non dormo perché non ho sonno, eppure dovrei averne, ma non ci riesco, gli occhi si chiudono, si riaprono, ma è tutto quello che mi piove addosso che mi fa stare sveglio. Sul comodino ho i soliti libri che non leggo, le solite pagine che non apro, le solite copertine che non consumo. Tutte le cose più inutili sono sul comodino, dimenticavo, c’è anche una sveglia che sorveglia tutto il tempo che sono sveglio per poi...Una notte a BrooklynC’era ancora un po’ di birra nel bicchiere, non tanta, meno della metà, ma non avevo più sete, ne fame, ne sonno, così ho pensato di ficcarci dentro una matita, l’ultima che avevo nel taschino della camicia. Un bicchiere di birra con una matita dentro è l’immagine migliore del mio fallimento e io fino a Sabato sera ero un fallito. Ero fallito io, le mie foto, la mia vita e quella birra che si era impregnata dell’odore di quella matita,...I peccati della carta da paratiGiuro che appena l’avrò tra le mie mani lo farò a pezzi! Mi ha rovinato quel lurido verme , ma ora gliela farò pagare, ah.. sì! Ventanni di lavoro buttati via, ventanni di sacrifici e rinunce e ora per colpa sua sono rovinato, lui e quella sua dannata carta da parati... Queste sono state le ultime parole che ho sentito pronunciare da Attilio, un amico, un caro amico, un uomo che viveva solo per il suo lavoro, aveva fatto il macellaio, il camionista, il...Il delitto del luogo-Vada sempre dritto, quando arriva al semaforo giri a destra per Carrega, poi sempre dritto e arriverà ai boschi di Carrega se vuole la posso accompagnare, tanto abito vicino. E’ cominciato tutto così, una semplice indicazione stradale, un cielo grigio e confuso, l’aria di pioggia palpabile, lei non sembrava una ragazza del luogo, non aveva l’accento emiliano, non sembrava neanche italiana, e poi la sua carnagione era olivastra. Non ho fatto neanche un...Piccolo racconto di vellutoSarò rimasto almeno 10 minuti a fissare quella vetrina e tutto per quella giacca di velluto rosso. Un incanto, era di un velluto a righe molto strette che sulle spalle cadevano ondulate tanto da sembrare dune del deserto, un deserto rosso di sabbia vellutata. Le tasche erano ancora cucite e avevano un piccolo risvolto che ne salvaguardava l’integrità fisica e morale, a guardia delle 3 candide e innocenti asole, 3 minacciosi bottoni grigio scuro. Dal taschino fuoriusciva...L'officina dell'outsiderLa vita di un outsider comincia presto, non c’è mattina che l’outsider non sente di essere tale. Fin da bambino nella quiescenza del suo pensare intuisce una discordanza con il mondo che lo circonda, sono lampi, brevi momenti in cui la mente segnala che quella parsimoniosa voglia di fare non condurrà a nulla, che le nostre capacità sono al momento fuori sincrono rispetto all’ovattato mondo circostante. Si acquisisce l’idea che tutti i posti a sedere...La sicura2 piccole storie sprovviste della "sicura" Attilio Alle 23,30 c’è il cambio del turno, altri operai devono entrare in servizio per sostituire i loro colleghi. Arrivano tutti 10 minuti prima, così da parcheggiare con calma la macchina in cortile e raggiungere il capannone. Qualcuno parla a voce alta, altri si avviano in silenzio, qualcuno dà un’ultima occhiata alla macchina, c’è chi parla al cellulare, chi si intrattiene scambiando qualche...Non è martedìAl calar del sole in cucina c’è fermento, la primavera ha già spedito la sua raccomandata con ricevuta di ritorno al Padreterno, per poter svolgere le sue faccende di stagione, ma a quanto pare non ha ancora ricevuto l’autorizzazione. C’è chi mormora che le stagioni arrivano in ritardo per colpa della posta, altri dicono che il ritardo è da attribuirsi solo ad una certa indolenza del Padreterno. Le chiacchiere dentro casa quando sta per chiudersi il...Via vaiE’ una giornata di sole e qualcuno urla a un bambino di fare silenzio. Una moto rompe la quiete della via, un ragazzo sbadiglia sul terrazzo, i libri di Raymond Carver sono ancora tutti lì, oggi nessuno ne ha comprato neanche una copia. Come in tutte le giornate di sole c’è poco via vai in libreria. A sempre meno persone piace perdere tempo, tra le tre e le tre e cinque ci sono cinque minuti di vita, un’eternità per le farfalle, alcune hanno già...Ciò che restaSono uno pseudonimo di me stesso ho scritto ieri su un pezzo di carta, uff... fuori fa caldo, ho sulla tavolozza un giallo che non smette di darmi fastidio, Charlie Parker sputa dallo stereo un jazz che ha troppa voglia di vivere, mi mette quasi voglia di uscire e andare a fare la spesa, oggi non mi va proprio di ascoltarlo, e poi sono due giorni che non ascolto altro. Nel piatto a fianco al verde che ho usato prima ho ancora la cenere del toscano che sto fumando. Mi piace intingere il pennello... | DrammaticoPiccolo racconto di velluto FantasyVia vai Narrativa breveL'officina dell'outsider NoirDolcissimo omicidioCose di cioccolatoIo rapiscoCiò che restaLa sicuraIl delitto del luogo Una notte a Brooklyn RaccontiLe conseguenze dei libri StoricoFamagosta SurrealeLa sindrome dell\'abito UmorismoLe scatole ci precedonoNon è martedìI peccati della carta da parati |
