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Fabio Forcelli

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I testi di Fabio Forcelli pubblicati sul sito

A RS

Il suo è uno sguardo assente, di chi non se l'aspettava ed è venuta di chi ci è cascato dentro senza accorgersene. Il suo è uno sguardo assente, chinato verso il pavimento a fare attenzione a ogni scalino, la consistenza è invece affidata alle parole, loro sono la lama pronta a difenderlo. Lui è la solitudine in persona, Lui è la solitudine che impersonifica la morte, è la morte stessa che ha fatto un voto d'astinenza. Obbligato alle strettoie, condivide con loro i bunker della...

Lofoten 2008

Ondeggiando d'un moto impetuoso mi avvicinavo alla roccia vulcanica d'Efesto nera, invincibile. Questa è l'unica immagine che mi resta di quel giorno, una terra d'altri tempi, redisenza di orchi ubriachi. Chi allora si affaccendava nella ricerca di un immenso era solo uno di passaggio, uno dei tanti giunti alla scoperta. Qualcuno che ci ha provato ad ogni modo. Ricordo il filo da pesca indistrittubile, aggrovigliarsi su se stesso e tra le dita fino a far fuoriuscire qualche goccia di...

Fratture

La prima volta che sono tornato da una paese lontano è stato all’età di quattordici anni: a Dublino in Irlanda, lì conobbi per la prima volta il significato della frattura, dagli affetti e dalla sicurezza che ti è data dalla loro vicinanza. Quando tornai da quell’isola straniera ero già cresciuto di 15 giorni di più rispetto a quando ero partito. Dopo l’Irlanda sono venuti altri innumerevoli viaggi e ogni volta ho amplificato il...

A JA

Allo stesso modo con cui ti ho amato ho dipinto le pareti del mio respiro, posizionato in un angolo di soffici ricordi le labbra inarcate di un tuo sorriso E così da tempo immemore, in ogni luogo vengo a cercarti nella speranza che la tua immagine non di diradi nel tempo che scorre sovrano sopra ogni visione. Il timore di averti è stato più forte di ogni possibilità stessa di averti vissuto. Non c’è domani per noi, forse solo una gran...

Golfo di Napoli

Mi porto il mare dentro per quel poco che ho visto per quel poco che c’è stato. Mi porto il mare dentro la sua onda lunga a sovrastare indispettito il gioco delle vele la sua quiete memorabile, serbatoio di una vivacità tremenda. Gli estremi concentrati in uno spazio troppo stretto e le acque a fare da respiro, punto di fuga per imbecilli e sognatori. Mi porto il mare dentro, la sua malinconia, la sua forza di risacca, il segreto di chi osserva da lontano una...

Roma 24 Aprile 1987

Ali tramortite da un ricordo entusiasta, Chi c’era non attendeva altro che udire il ticchettio sommesso dei suoi passi, l’universo onirico che si dileguava nelle corde dei suoi capelli, lunghi capelli come le corde del mio violino, amante. Prima che passasse la notte, Eravamo già distesi al suono in etere del campanile d’autunno, per evitar che il freddo scendesse sui campi in gelso dell’ultimo frantoio di incolta natura. Il cielo era come se stesse...

Bocca di donna

Bocca di rame, bocca di cristallo bocca di parca bocca di nudità nella notte assente. Bocca che nasce e riposa che muore e versa le sue linfe sulla strada. La tua bocca, la mia bocca le avevamo perse entrambe, le avevamo incontrate insieme. Si divincola la luce al vespro le mele colgono l’andare intrepido della tua andatura. Bocca che sale bocca d’argento bocca che affoga in nave spaziale, colma di gioia! Con la fatica incontrarono l’amore, la mia...

Canto d'Aprile

E’ la tua presenza a destarmi stupito. Come un lago di ingombranti sospiri hai riversato su di me tutta la freddezza che precipita su chi ha nuotato goffo nelle tue acque. Così ti sei svestita, trepidando informe per una religiosa attesa. A te che ti sei dipinta di sali e d’argento quando i cavalli di Bacco hanno sfiorato le tue gambe, Alle tue mani avorio che nello scoprirsi hanno regalato a chi le guardava un disegno di inumana quiete, resta l’immagine...

Voi mica lo potete capire

Voi mica lo potete capire. Mica potete pensare di poter superare la vostra condizione a suon di fanfare ? Avete idea del tempo che si passa cercando di costruirsi una dimensione rispettabile in questa società ? Un’intera vita non è abbastanza. Voi tutti vi perdete nell’ossessione della progettazione. E troppo spesso dimenticate che in un solo momento e non di rado viene messo in gioco tutto. E’ necessario che si metta in gioco tutto. Ostentare la...

Le luci della città

Le luci della città. Ultimo gradino, sorpassato con estrema facilità. Sullo scorritore di immagini situato "in front of view" leggo parole amorfiche, il videoproiettore riflette sfaville di volti e di sentimenti sulla pietra grezza della città che mi segue al passo, che mi stordisce. Carni e lacrime si sfrantumano in una miriade di riflessi. La confusione più totale prova ad assumere una forma e tutto avviene nella mia testa, uno spazio troppo piccolo...