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Emanuele Iuliano

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Emanuele Iuliano

 

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Salve! Sono nato nel 1989, nella provincia di Napoli. Amo scrivere. Mi libera, mi aiuta, mi realizza. Scrivo poesie, principalmente di genere introspettivo, malinconico, drammatico; ma verso la fine lascio sempre una punta di speranza. Le mie poesie mi rappresentano: sono realista e un pò cinico, ma alla fine anche ottimista e sognatore.
Amo molto scrivere racconti, soprattutto di genere drammatico e fantasy. Mi viene spesso la voglia di scrivere per dar vita a ciò che vorrei esistesse realmente. Sogno, ovviamente, di pubblicare numerosissimi libri: romanzi e raccolte, di poesie e racconti. Sono qui nella speranza di essere notato, ma va bene anche giudicato e criticato. Grazie!

 

Emanuele Iuliano

 

I testi di Emanuele Iuliano pubblicati sul sito

Equivalenza

Corro dal nulla. Voglio la luce Lento, nel nulla. Cado col buio. Asilo in lei. Scappo nel mondo. Soffro con lui. L’Altro mi vuole Spezzo il legame. Linfa mi avvolge. Palpebre vincono. Lotta, mia, persa. Sfioro la pura, e sono io, tale. Ligneo già pronto. E le vesti meste. Vita mi giunge. Vita mi toglie. Sfogo. Piangono. Temono. Temono. Linfa mi avvolge. Palpebre vincono. Cado nel buio. Soffro con lui....

Con le Ali

Via. Da onni angoscia, male. Per onni meraviglia, bene. Anche le cime superare, per, dall’alto, le vite osservare. Non al suolo, parteciparvi mi ha logorato. La mia mi è nota, è quella; per un valore. Per li altri, che vale? Anche loro come me, impazientano le ali? Fino al cobalto manto, tra nuvole e sogni, non può giungere, e toccarmi. Dalle tempeste mi riparo. Col sole mi rilevo. Il vento mi guida. Nel pieno dell’aria, lontano da tutto, nessuno...

Come loro

Vorrei esser come loro, che né sentono, né sanno. Come loro insensibili al dolore delle madri, e alla storia d’ogni uomo. Che non odono il lor cuore, e tralasciano ragioni. Che non scrivono di nero; i loro occhi, sol nel futile amor. Come loro, grigi e costanti, senza sogni, e non cromati. Non s’accorgono di te. Ma li senti che ti sfiorano. Del gelsomino l’odor vacuo solo, sanno; della quercia il vuoto tronco. Del ciel: lì conclude. Della Luna: bianca luce. Come loro non...

Profumo

Come la scia di un profumo inebrio le genti, vado,agisco, ma nessuno riesce a notarmi. Le avvolgo, le soddisfo, ma a volte non reagiscono. Ci sono, esisto... poi mi diffondo,evaporo. Osservo, ascolto e rispondo a mio modo ma, mai parlo;tanto è inutile, non ascoltano. E allora resto silente. E come la scia di un profumo che inebria le genti, proseguo il mio cammino. Sono con loro...ma poi vado via;e sparisco, lasciandomi dietro, il bisogno di me.