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Davide Sommovigo

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I testi di Davide Sommovigo pubblicati sul sito

Lo stagno

Gli ampi saloni e i lunghi corridoi della casa erano immersi nel più assoluto silenzio. La luce livida della sera autunnale proiettava lunghe ombre dalle finestre mentre Alice leggeva un libro di favole al suo coniglio di pezza, seduta sul pavimento della sua camera, appoggiandosi al letto per stare più comoda. All’improvviso però, prima di finire di leggere la storia, si accorse che quel silenzio interrotto solo dalla sua voce le dava un pò di inquietudine, per...

L'assedio

Avevo iniziato a scrivere con la speranza di dare forma e vita ai sogni e alle visioni che avevo sempre cercato con tanto trasporto, nel tentativo di raggiungere mondi fantastici e meravigliosi in grado di risvegliare il mio spirito intorpidito dalla noia di un’esistenza piatta e incolore, ma non ci volle molto perché mi accorgessi che scrivere non era affatto l’attività passionale e vibrante che avevo creduto. Davanti al foglio bianco ciò che acquistava...

Lo specchio

È una mattina invernale lenta e fredda come la neve che scende attraverso un velo pioggia sottile sui viali spogli del cortile. Per la prima volta mi trovo solo in quest’ala del palazzo fatta eccezione per pochi domestici e quel che resta del diabolico strumento che mi ha sottratto la mia preziosa Moira proprio al culmine dei festeggiamenti per celebrare la nostra unione. Lo specchio di Moira! Ancora adesso dalla sua cornice riversa sul pavimento il grottesco volto ghignante...

La Strada

I fari dell’auto si affacciavano nel buio denso della notte macchiando l’asfalto con la loro pallida luce. Sfioravano appena la monotona pianura erbosa in cui la strada era immersa, facendo scintillare di un verde vivo e luminoso i fili d’erba più vicini alla carreggiata. Ed era forse a causa dei fari dell’auto se guardando il cielo di una notte senza luna si aveva l’impressione di un bagliore indistinto, come di una ineffabile fluorescenza che aleggiava...

La Cura

Solo tu del mio animo
sai guarire il male solo nel tuo volto come in uno specchio rivedo il mio e guardando il tuo sorridere vigoroso so che non vorrei aver mai visto nient’altro e ascoltando il tuo coinvolgimento sereno so che ogni volta in me ritrovo un pò della tua forza

Silenzio

E’ come una prigione il silenzio che ci è imposto di questa fortezza vorrei scoprire con te i passaggi segreti

Schiavo dell'inferno

Eterne notti tetre rugginose e silenti sono mie ospiti da quel momento quando una trappola forgiata da geni malevoli mi ha aperto le porte del labirinto senza fine di dolore e perdizione dei demoni sofferenti Da allora solo intuizioni del mio guscio terreno: una bestia beffarda nascosta, in agguato lo abita, orrenda e io, giocattolo di diavoli sadici, pago con il sangue l’imprudenza di allora