Carlo Gisteni
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Carlo Gisteni | Leggi i testi |
vince il primo premio in occasione della fiera del fumetto di Genova, pubblica alcune strips ed un fumetto umoristico. Nel periodo della scuola secondaria superiore partecipa come scenografo ed illustratore allo spettacolo teatrale "Il tumulto dei ciompi" per la regia di Mario Menini, (in arte Mancini) premiato dalla regione Liguria. Si diploma in elettrotecnica. Successivamente frequenta la facoltà d’architettura. Nella vita, ha svolto professioni e mestieri tra i più disparati: commerciante in vari generi merceologici, insegnante di scuola superiore, idraulico, elettricista, muratore, disegnatore, caricaturista, falegname, arredatore... E’ grande appassionato e cultore di pesca a mosca (disciplina alla quale, come istruttore, ha avviato decine tra ragazzi ed adulti). Critico ed insoddisfatto della società consumistica e globalizzata, da qualche anno si è ritirato in un paese spopolato sull’appennino ligure, dove, come parte di un progetto di vita alternativo, va ricostruendo con le proprie mani un’antica casa contadina nel rispetto delle tecniche antiche ed utilizzando i materiali poveri tipici della cultura locale. Ivi scrive romanzi e racconti critici della società attuale, sull’alienazione del rapporto uomo donna, sulla confusione di ruoli e sessualità, sull’annichilimento progressivo dell’individuo nella società contemporanea. Ha brecentemente pubblicato per Eracle il romanzo "L'utero e il cosmo in e-book. Attualmente è anche presente sul sito di autopubblicazione Lulu con la raccolta di racconti "Morte, amore ed altre faccende senza importanza".

I testi di Carlo Gisteni pubblicati sul sito
L'uomo che amava la neveL’uomo che amava la neve L’uomo che amava la neve buttò le gambe fuori dal letto, di sotto la spessa trapunta imbottita. Il sole bucava le finestre proiettando giochi di luce at-traverso i vetri gelati. Sul cuscino, proprio dove aveva poggiato la testa, ardeva una chiazza più viva. L’uomo si stropicciò gli occhi, rabbrividì e si strofinò le braccia. La grande stufa di ghisa al centro della stanza pareva non meno gelata della tinozza nel pozzetto dell’acquaio e del...I padroni del mondoI padroni del mondo - Rita, hei, Rita, suonano alla porta, non senti, Rita?- L’uomo è stravaccato sul divano. Mutande e canottiera, piedi nudi. Una sciarpa bicolore gli pende ai lati del collo. Un pò di calvizie tra i capelli stinti, pancetta. - Vai tu, caro, io non posso. Sto preparando i salatini e ho le mani impegnate. E tutte unte. Apri tu, Tino, per cortesia.- Tino caccia giù i piedi dal bracciolo, appoggia la birra sul tavolino, vicino al telecomando. Sbuffa, poi rutta, trova... | Narrativa breveL'uomo che amava la neve SurrealeI padroni del mondo |
