Carlo Digiovanni
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I testi di Carlo Digiovanni pubblicati sul sito
Al sole vorreiQuando sarà vorrei morire al sole del giorno perché meno triste fosse l’ultimo istante. La notte, l’eterna notte è priva di colori, non possiede rumori non conosce sapori non ode sospiri, l’eterna notte; padre del mondo il sole e della vita e della primavera, luce sia ultima ed ultimo calore. Come foglie d’autunno cadiamo senza sosta, senza rumore, senza alito di vento, secco il picciolo il ramo lascia andare la veste a...L’invernoD’inverno, lassù, la tramontana taglia la pelle, ammassa e spazza nubi a due braccia da terra smeriglia campi sterili e foreste di cipressi e di pini. Le rondini hanno lasciato la vela da tempo verso il caldo, il vento solo che sibila furente racconta alle nuvole bisbetiche che l’autunno è passato. Brulli son ridotti i fianchi del colle torniti in lapidi bianche di pietra incise con nomi di mille ragazzi, per futura memoria: nel vento gemono...Musica infinitaTalìa saltella sui piedi Ballando le rime di Orfeo, in valle una voce arcana risuona... il flauto di pan spande suoni melliflui appena posati nel vento, una cetra zampilla note fiorite da mano divina bianca una voce d’assolo trilla note che sfumano fra le colonne salendo verso luminose vetrate. E palpita l’organo voci profonde, profumi d’incenso per la campagna. Lontano una tromba bisticcia con un corno inglese, un clarino bisbetico fischia inseguendo gli...Nostalgia di un reParbleu, s’avea nostalgia d’un re... da quando era partito per l’esilio, la casa reale era scomparsa; il loro dio, monarca liberale, avea pieni i santissimi di re trombetta di regine ossequiate da pretucoli in cerca di prebende per campare. Ma il popolo sentiva la mancanza di un re, pare ... autorità ipostatica, scesa da Dio e gradita ai senatori, benedetta dai preti e dai massoni onorata da manomorta e latifondo dove la marmaglia contadina prestava al sire...La visitaNella piana un cielo terso cade sull’erba del prato fra muri bianchi battuti dal sole caldo d’estate. Il silenzio del ventre della terra abbraccia i campi delle forme assenti, labili segni di ogni vita finita; terra mossa, croci di legno, foto appese, le bocche stirate, stupiti assenti guardano giù dalle lapidi: canta felice, sento, un fringuello sui castagni viluppati di verde, nel prato di fuori, e qualche cicala frinisce impaziente, un poco si tace, attende e...Dove finisce la storia…Non sbocciano più fiori lungo il sentiero. Nella solitudine occhi pesanti di stanchezza, sera di un infinito giorno. Il moto perpetuo della vita, diversa e uguale sempre, si rinnova: scompaiono i volti della mia età, antiche le emozioni dei giochi e delle scappatelle. Visi familiari nel mio paesaggio inghiottiti dal leviatano. All’ombra di patiti cipressi nel paese dell’infanzia in compagnia dei miei riposano tutte le presenze della mia gioventù:... | PoesiaDove finisce la storia…La visitaNostalgia di un reMusica infinitaL’invernoAl sole vorrei |
