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Arcel Nis

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I testi di Arcel Nis pubblicati sul sito

Fino all'ultimo puntino blu

La donna entrò nel locale con la sua consueta aria sicura, quella di chi in qualunque posto si trovi si sente come se fosse a casa sua. Indossava un completo giacca e pantalone blu scuro, lucido e davvero di classe, proprio come lei. Portava sciolti i voluminosi capelli rossi, per cui non passò inosservata neppure tra il fumo denso della stanza. Avventori improvvisamente ringalluzziti sollevarono lo sguardo dal bicchiere per seguirne la camminata, naturalmente dopo che li aveva...

Epico epilogo con funzione di prologo

L’avevano portato nella cella mentre il sole stava per tramontare. “Quale scenario più adatto a incorniciare questo epilogo?” pensò. Le guardie non l’avevano neppure incatenato, tanto era il rispetto che continuavano a nutrire per colui che fino a poco prima era stato il loro legittimo superiore. Mai i suoi uomini mostrarono una tale sofferenza nel richiudere il portone di ferro alle spalle di un prigioniero. Ma lui non se ne avvide, perso com’era nei suoi tragici...

Epico prologo dal sapore di epilogo

Il sole cominciava già il suo cammino discendente quando vennero ad annunciarle l’arrivo del comandante supremo. Ne aveva avvertito la presenza già prima che il messo irrompesse nella sua stanza, ma regole non scritte le imponevano di trattenersi dall’andargli subito incontro. Dopo la sua partenza, aveva trascorso giorni di grande agitazione e quando la mattina precedente la prima vedetta aveva mandato a dire di avere avvistato un uomo armato a cavallo, il cuore le era balzato in...

Uguale ma diverso

Siamo quasi arrivati. Di tanto in tanto, Paola mi lancia uno sguardo scettico: che figura farò se quel posto non esiste più? Già me la immagino: “Te l’avevo detto che sarebbe stato meglio informarsi prima. Magari si poteva provare a cercarlo su internet”. Certo, internet. Perché oggi anche fare due passi a vuoto costa troppo. Mi guardo intorno e vedo che la via è piena di pub, piadinerie, paninoteche, ristoranti (etnici soprattutto):...

Quel che viene da noi stessi

Il bambino disse che non voleva andare a dormire da solo, perché aveva paura del buio. Il vecchio gli rispose che non si deve avere paura del buio, perché il buio non sa far del male. Il bambino allora rispose che è nel buio che si nascondono gli uomini cattivi. Il vecchio lo guardò in silenzio e, solo dopo che gli occhi gli si furono fatti bui, ribatté: - Non è di ciò che può venir dal buio che dobbiamo avere paura, ma di...

La volontà di Erminia

Mangia il cuore ancora caldo direttamente dalla mia mano. La lingua sottile e lunga fa sì che sulle sue labbra non resti alcuna traccia di sangue. Erminia è un demone superiore, sarà almeno di terzo rango, e, per quel che ne so, potrebbe anche non dover rispondere a nessuno. Comanda la mia cerchia, ma non solo per questo le mostro somma obbedienza: desidero ottenerne l’amore (sempre che a noi sia dato di provare davvero questo sentimento) o almeno possederne...

Il fisarmonicista

Angelo Manlievi: nel nome già un destino. Ma un destino bastardo, di quelli che ti vengono incontro con un sorriso ammiccante, per poi lasciarti un giorno con un ghigno soddisfatto. Professione: musicista di strada. Fisarmonicista di strada, a voler scender nei dettagli. Uno strumento di altri tempi, il mio, sicché c’era d’aspettarselo, almeno così dicono alcuni. “Né classico, né moderno: non durerà” sentenziarono circa quindici...

Possesso ossesso sesso

Entrò nella suite e lo trovò seduto sulla poltrona. In una mano la sigaretta accesa, nell’altra un calice semipieno di vino. Rosso, naturalmente. L’aspettava. Lemon lo salutò senza ottenere risposta. Non si voltò neppure. Perplessa, avanzò di qualche passo nella stanza e lui si alzò per andarle incontro. Aveva uno sguardo diverso, per questo per istinto si fermò. Esattamente ciò che lui voleva. Giunto appresso a lei prese a...

Il divano

Dopo anni di vita in affitto, dopo innumerevoli traslochi e quando ormai avevo perso le speranze, lui ha bussato alla mia porta o, meglio, io ho bussato a quella che, in qualche modo, è la sua porta. Lo si può scorgere subito a sinistra, appena entrati nell’appartamento, ed è per lui che ho deciso di venire ad abitare qui. Tra vari alloggi possibili proprio qui, che non è certo zona residenziale. “Lui chi è?” viene ormai da chiedere,...

Quello che resta

C’erano giorni in cui non se lo ricordava, il mare. Non è che non si ricordasse cosa fosse: solo non sapeva più dire cosa provava quando stava a fissarlo, seduto su un metro e settanta di scoglio. Quand’era ragazzo aveva la sua roccia preferita: una di quelle tutta punte, tanto ruvida da non poterci camminare scalzo senza farsi male. Però aveva delle infossature che sembravano pronte a fare da sedili, anche se dopo un paio d’ore che ci stavi seduto ti...