Andrea Palmieri
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I testi di Andrea Palmieri pubblicati sul sito
Dove ora non seiSi accorgeranno della tua assenza e così passeranno lenti questi giorni di maggio, si avvicenderanno con scarsa e inquieta regolarità, spingeranno la vita che vivo solo un po’ più in là, sapranno d’attesa e speranza vedranno giovani albe tramutarsi in stanchi tramonti mi faranno cantare, ridere, sudare, riflettere, amare saranno crudeli e spietati nel lento andare, ma passeranno questi giorni di maggio, e sembreranno esser volati allorchè...Come laghiSono limpide profondità, terse superfici liquide, appena increspate da un refluo di vento che ne sferza l’azzurro glaciale; sono favolosi diademi incastonati tra delicati declivi su cui adagiare stanchi pensieri: questo sono i tuoi splendidi occhiAprileCon forza e tenacia s’ergeva, agrappandosi a delicati ed invisibili fili, da quel nero e infecondo spicchio di terra. Non cedeva al vento che urlava, nè alla gramigna che la soffocava, resisteva con disperata voglia di vivere. Indi giungeva l’Aprile e con esso un delicato germoglio, sul suo stelo, spuntava ad indicare la vita.NonnaLa tua chioma intessuta da sottili e candidi fili, il nobile profilo del tuo viso ornato dalle piccole gemme dei tuoi occhi, quello splendido sorriso che facevi allorché mi vedevi venire verso te, e, soprattutto, il latte bevuto col bucatino per cannuccia i pomeriggi con te. Rimarrai sempre così nella mia mente, fermo immagine indelebile, con le mie mani ad accarezzare l’argento dei tuoi capelli e l’oro dei tuoi occhi.NonnoRicordo ancora quel piccolo sgabello Da dove sorridere alla mia immagine riflessa E, dietro me, le tue mani a pettinare i miei scompigliati capelli. Poi il ricordo si fa più giovane e vola alla tua pelle tesa Le ossa ormai minute, aguzze come spilli, e la tua figura ansante sul letto, ultima dimora dei tuoi interminabili giorni. Ti vidi così per l’ultima volta, i tuoi piccoli occhi, stelle morenti, fissi nei miei, e ancora oggi, davanti allo specchio,...GiorniRipenso spesso ai giorni andati, giorni in cui calciare un pallone era l’unica preoccupazione e la sola occupazione, giorni sempre uguali a se stessi ma sempre un po’ diversi, giorni appesi al calendario cancellati con una x, giorni vuoti e insieme pieni, lungamente corti, giorni a volte da bambini e a volte da grandi, giorni alla finestra perché piove o giù dalla finestra che c’è il sole, insomma i giorni di una, mille o milioni di vite,...Non ti volteraiL’assordante silenzio della stanza quasi vuota riempie lo spazio ancora pieno di te, ed il profumo, scia odorosa della tua anima, mi schiaffeggia con l’immagine della tua schiena che si allontana. Non ti volterai mai, lo so, ma le tue lacrime, scivolando sul viso, sono roboanti tonfi nell’assordante silenzio della stanza ormai vuota.CristoforoSi aprì dinanzi a lui, improvvisa, la vista di terre mai esplorate. Era giunto così lontano, si era spinto tanto oltre l’immensa distesa liquida che credeva ad un inganno ordito dai suoi occhi stanchi: verdi distese, spazi vergini sospesi in un’aria pura, eterea. Ma quando le lacrime copiose rigarono le sue gote seppe che era tutto vero, forse anche troppo per lui, per l’uomo venuto da molto lontano.OrmeConobbi mia Madre troppo presto e mio Padre troppo tardi. Conobbi l’amore senza sapere di averlo fatto. Conobbi il mondo solo camminandoci in mezzo. Conobbi persone pur non avendole mai viste. Ma conobbi il mio destino solo quando, sulle mie orme, le tue calzavano perfettamenteVedereNon vidi mai la profonda intensità dei tuoi occhi, non vidi mai tutto ciò che era racchiuso in quegli scrigni: e sogni e speranze e desideri e illusioni di domani. Non vidi che la scatola preziosa di quei rinchiusi tesori, ed ora che sono diventato come il falco che avvista da altezze mirabili la sua preda, non vedrò mai più perchè tu sei ormai lontana | PoesiaAlla fermata del tempoSolitudineLacrimeLuce di stellaAmore nuovoFebbreOscuritàProfonditàVedereOrmeCristoforoNon ti volteraiGiorniNonnoNonnaAprileCome laghiDove ora non sei |
