Alessia Rocco
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I testi di Alessia Rocco pubblicati sul sito
Un giornoCobalto e luce. Gabbiani e pescatori. All’alba sei dipinta,un abbraccio lieto alle pendici del cuore. Sempre così,muta nella marmorea finzione del silenzio, ti stringerei, fiera della tua pace. Forse accadrà domani, terra! Ci troveremo strette, quando la tua alba non sbiadirà alla fine del sogno.Mia terraAffonda nel sangue. Nel buco nero dell’inerzia, tragica giostra di falso rammarico. Sola, nel desolato rumore del mare su cui galleggiano carcasse. Muta, violata da molte mani, uccisa da occhi chiusi. Questo sei. Una lacrima asciutta, una finta risata, un vicolo cieco. Così ti vogliono, madre, figlia, sorella. E mentre ti amo, muori nel buio, senza lacrime.PromessePurché il sole domattina imbandisca la tua tavola, e tu rida dischiudendo labbra e mani, io tornerò a parlarti come tu sai, senza mietere angosce. Con lettere operose scriverò l’inizio e la fine delle giornate, e rimarrò a guardarle compiersi, purché tu mi dica che così mi riconoscerai.Addio all’amataCon il tempo se ne è andò la sua camminata. Argentina e oscura ,amabile, clamorosa. Sul terreno riarso , fino alle città di me, inesplorate e sole non arrivò per pigrizia e lasciò il campo. Ritornò, poi, ma non c’era già più quel pomeriggio. Era caduto insieme alle nostre ali,sulla terra delle verità, insieme alle età consumate. Ritornai anch’io ma non c’era più lei. Era partita coi primi fuochi...Sotto il pergolatoImbandita,la tavola all’estate. Il vino scendeva felice, fecondava le parole, le stendeva come lenzuola al sole, si faceva compagno di viaggio. E pane e formaggio bianco e mani e bocche, sinfonie di forchette e bicchieri sotto il pergolato. I bambini correvano e diventavano grandi, ad ogni passo,contando fino a cento. Eccoci allora,alla fine della conta, coi ricordi pieni di pane e di vino carminio.DomaniIn principio cos’eri, se non anima e voce squillanti. Ora sei forma finita nel divenire dei giorni, uomo, donna o forse entrambi, non importa. Non importa al mondo la fattezza del tuo sentire, ma ogni cosa farà perché tu scorra come un affluente al mare, libertà fra le dita.FantasmiPerché non me lo hai detto? Che le tue mani hanno toccato il gelo degli inverni lassù, dove nessuno usciva. Perché non hai gridato quando si sono aperte le porte e il bianco e nero si è sciolto nel vortice dei colori?. A te non sembrava vero. E non hai parlato, muta di troppo dolore. Perché non me lo hai detto? Avrei gridato per te, poi taciuto e respirato. Mi sarei fatta primavera per fecondare la terra, e vino per rallegrare la tua mensa. Avrei...Verso casaMesto sorriso, in un addio che finge un malcelato arrivederci. Da lontano la mano agita l’aria e nasce un uragano piccolo, vorace. Divora il cuore ed il succo della vita. Così, vuoto,il ritorno conta i suoi passi verso casa, dove ancora ci sei, nell’odore delle antiche madie, e dei gerani che continuano a fiorire.AtteseCattiva madre, la terra. Velenoso il latte del suo scomodo seno. Nell’abbraccio suo il tempo si confonde, le ore cadono già secche. Non è più notte, né il sole la uccide. Si confonde il cuore ,che aspetta invano...poi rinuncia.Al marePermettiti di ridere. Sull’altura spumosa di queste rocce, nell’incavo bruno di una sera qualunque. Permettimi di raccogliere, con le mani a coppa, la canzone delle tue note, in una notte di pescherecci a largo. Lucciole che cacciano pesci, mentre ti imprigiono nella rete di una promessa. | PoesiaPrimo soleQuel che eravamoIo mi ricordoSenza fineMaestroAl mareAtteseVerso casaFantasmiDomaniSotto il pergolatoAddio all’amataPromesseMia terraUn giorno |
