I colori di Venere” .: di Simona Bertocchi
recensione a cura diSimona Bertocchi
Il Filo - collana Nuove Voci (distributore gruppo Mursia) 978-88-6185-676-9

I COLORI DI VENERE
Un universo interamente femminile quello che si racconta nelle sei storie che compongono I colori di Venere.
Come in un caleidoscopio dalle sfumature cangianti, le protagoniste mutano volto e anima, regalando al lettore realtà ed esperienze uniche, sapientemente dipinte in piccoli cammei di estrema sensibilità. Drammi, misteri, sentimenti e passioni che si intrecciano, formando ed esplorando quel microcosmo esclusivo e colorato che si cela dietro i volti delle donne.
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LA FUGA
Alex ed Elena sono due giovani non convenzionali, e non convenzionale è il loro rapporto d’amore. Sarà Alex il primo a sentire l’urgenza di una ‘fuga’, di un’immersione in realtà diverse e più stimolanti. La sua meta è il Messico, con i colori accesi, i paesaggi sorprendenti, ma anche le ingiustizie sociali, il narcotraffico, la guerriglia. Imparerà a rispettare i valori dell’uomo e a difenderli fino alla morte. Elena dovrà annaspare ancora alcuni anni tra esperienze sentimentali insoddisfacenti e amicizie superficiali. La notizia che Alex si trova in pericolo la spinge a raggiungerlo, a salvarlo, a ricostruire con lui un’esistenza che non sentirà più il bisogno di una ‘fuga’.
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Commento del poeta e scrittore Maurizio Meggiorini al libro di poesie l’Urlo
“Cado / senza appiglio / nella tua angoscia,/ rimango intricata / nei fili taglienti / delle tue paure. / Il tuo corpo stanco / e la mente vuota / trascinano anche me / nel buio.//” (da “L’urlo”)
Simona si presenta così al pubblico poetico. La forza e l’interiorità espressa nel romanzo “La fuga” (edito da Medimond S.rl.) esplode attraverso i primi versi della poesia che dà il titolo alla raccolta stessa. È questo un grido di un’anima che cerca nell’interiorità della vita la forza di esistere e di creare nuova vitale esistenza, ma la condivisione dei sentimenti e delle realtà contingenti avvincono la sua anima come tela di ragno trattenendo e trascinando anche lei nel buio e nel vuoto assoluto.
Amaro e triste è “l’urlo” lanciato, ma l’interiorità poetica che anima l’esistenza di Simona, poetessa alla ricerca della esistenzialità e dell’essenzialità della vita, crea nuove energie tali da trascinarla verso nuove e più concrete verità. Ella volge il suo sguardo alla vera essenza dell’amore, analizzando, sezionando, vagliando le parole che riempiono il continuum sociale e affettivo (“Quante ne ho sbucciate, / quante sono rimaste strozzate in gola, / quante ne ho sputate via”. da “Le parole”) per rendersi alfine conto che “sono state il giaciglio / di tormenti e passioni.” (da “Le parole”)
Liberata di ogni sovrastruttura e di ogni convenzione, fonti di falsità e di annichilimento, la poetessa si accosta ad altra anima per comprendere e conoscere attraverso l’altrui esistenza e, attraverso il canto interiore, attingere le realtà e le verità primarie (“Entro nella tua vita, /... / attingo nella tua anima pulsante, / mi sfamo.” Da “L’essenza”).
La lunga marcia, nata dall’urlo di ribellione interiore, “trova finalmente una direzione e ... porta dove” la comprensione svela il destino e l’autrice può finalmente esclamare “ho intravisto la meta: sono io” (da “I pensieri”).
Nel “Sogno” esplode serena la convinzione che “l’urlo del giorno si è placato ” e la poetessa può finalmente abbandonare la ragione ad un sogno che, a poco a poco, ridonerà la completezza e la sapienza di cogliere ogni attimo per arricchire il presente ed il futuro.
“Ho imparato a riconoscere ed accettare la marea della vita, e i forti sussulti che crea quando svuota e quando riempie le esistenze; ho scoperto che so piangere, so pregare, so ridere a crepapelle, so sognare.” (da “Anime sfregiate”).
La poesia e la narrativa di Simona Bertocchi vivono di una loro forza interiore unica che accompagna il fruitore di tali testi lungo il cammino della vita e lo soccorre nel momento del pericolo e dell’abbandono offrendogli la certezza della scoperta e della essenza della vita: essere sempre se stessi sapendo anche cogliere, nel Sogno, le certezze per il futuro.
Poesia intensa, forte e graffiante, quindi, quella di Simona, ma nel contempo poesia rassicurante che inonda come acqua rigeneratrice. La stessa forza e veridicità la si intravede e si coglie nei testi di narrativa presenti, testi che si impongono alla attenzione per la crudezza dell’evento ma che mantengono la forza interiore della scrittrice.
23 luglio 2007
Maurizio Meggiorini
